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LA STRANA METEORITE DI TORREVECCHIA
Caro diario,
che rabbia!!! ho vissuto un’avventura straordinaria in questo ultimo mese ma non la posso raccontare a nessuno. Se lo facessi nessuno mi crederebbe, anzi mi darebbero del pazzo. E’ terribile, se non lo racconto a qualcuno scoppio! Non riesco a tenermi dentro una vicenda così incredibile. Ma lo debbo fare, anche se mi limiterò a scriverla in questo diario. Descriverò questa mia incredibile esperienza e lo devo fare subito, ora che mi ricordo tutto bene fin nei minimi dettagli. Spero che ne esca un bel resoconto che conserverò in modo che in futuro lo possano leggere i miei figli e nipoti sperando di averne e sperando che almeno loro mi credano.
La vicenda che mi è successa è così incredibile che talvolta mi viene da dubitare di averla veramente vissuta. Ma è impossibile che io abbia avuto una allucinazione, le allucinazioni non durano un mese intero. Ricordo giorno per giorno tutto fin nei minimi particolari, non può essere un’illusione. A dimostrazione della mia storia avrei una fotografia impossibile e una macchina del tempo che io ho costruito. Però qualsiasi direbbe che la fotografia non è chiara o che è un falso e per quanto riguarda la macchina del tempo ora questa non funziona più. Senza la meteorite la mia macchina è diventata semplicemente un computer, un’antenna parabolica e un amplificatore laser. Impossibile sostenere che con quei cosi lì ho viaggiato nel tempo. Ma andiamo con ordine.
Tutto iniziò la sera del 25 maggio 2030. Avevo passato una giornata terribilmente noiosa, tutto il giorno davanti al computer a scaricare da Internet documentazione riguardo una linea di ricerca che interessava al mio capo. Lavoro che poteva fare benissimo una segretaria ma il mio capo volle che la facessi io di persona in modo che io eseguissi anche una selezione dei materiali scaricati così lui avrebbe faticato di meno a ricavarne qualcosa di utile. Nonostante la mia comoda poltroncina ergonomica mi era venuto un terribile mal di schiena. Per fortuna avevo un rimedio, ora che la giornata lavorativa era finita potevo rilassarmi e sciogliere i muscoli con una attività fisica. Decisi di fare jogging. Appena rientrato a casa, mangiai velocemente un panino e poi con la macchina lasciai Roma, andai nei pressi di Torrevecchia, una cittadina dell’hinterland. Lì inizia un bel sentiero che si snoda tra le colline in mezzo ai boschi, l’ideale per fare jogging e smaltire tutta l’immobilità di giornate come quella.
Correvo già da mezz’ora e mi stavo veramente rilassando. Era una magnifica serata di primavera. L’aria era tiepida e profumata, il cielo limpidissimo tanto che si vedevano le stelle brillare nel cielo in tutta la loro magnificenza. C’era la luna piena e il suo chiarore illuminava il sentiero che stavo percorrendo, un sentiero che conoscevo benissimo e che avrei potuto percorrere ad occhi chiusi tanto lo conoscevo bene. Ad un tratto nel cielo nei pressi di Sirio notai una stella filante. Un puntino luminoso che si ingrandiva sempre più, stava cadendo proprio verso di me. Mi fermai per osservarlo meglio. Sembrava che mi venisse addosso, stavo correndo un serio pericolo, ma non ebbi tempo di aver paura, dopo pochi secondi la sua caduta era terminata ed era andata a finire in mezzo a un prato a circa 100 metri da me. Corsi verso il punto in cui era caduto il meteorite, era una magnifica occasione per acquisire un reperto scientifico.
Non feci fatica a trovare il meteorite nonostante il buio, questo era ancora incandescente e luminosissimo e mi indicava la via. Quando arrivai sul punto in cui era caduto il meteorite rimasi a bocca aperta per la sorpresa. Questi stava nel centro di un piccolo cratere ed emetteva una strana luce, una luce continuamente cangiante di colore e di intensità. Era grande come una palla da bigliardo ed era perfettamente sferico. Mai visto un meteorite così! Forse non era neanche un meteorite ma allora che cosa era?
Dovevo portarlo all’Istituto dove lavoravo ed esaminarlo con le attrezzature adeguate, era un oggetto interessantissimo da studiare. Decisi di tornare indietro per recuperare l’auto dove avevo dei guanti sterili e un contenitore. Dovevo stare attento a non contaminarlo.
Quando tornai, mezz’ora dopo, il meteorite emetteva ancora la luce cangiante come prima. Era ancora incandescente. Ma come era possibile ? ormai avrebbe dovuto essersi raffreddato. Avvicinai le mani al meteorite badando bene a non toccarlo ma non sentii nessun calore. La luce non era dovuta al surriscaldamento per l’attrito con l’atmosfera ma era una luce di altra natura.
Misi il paio di guanti di gomma che tenevo in auto per non sporcarmi le mani in caso di dover cambiare una ruota e presi un sacchetto nuovo di alluminio che tenevo nell’auto per l’acquisto di surgelati e spinsi la pallina dentro il sacchetto. Feci fatica a fare questa semplice operazione La pallina sembrava incollata al terreno. Quando poi feci per sollevare il sacchetto rimasi di sasso. Il meteorite era pesantissimo. Pesante oltre ogni logica, riuscii a sollevarlo usando tutte le mie forze, sicuramente pesava 50 o 60 chili. Accidenti come fa a pesare così tanto? sulla Terra non esiste nulla con un peso specifico tanto elevato, calcolai che pesasse almeno 10 volte più dell’uranio che è l’elemento chimico più pesante in assoluto.
Lo misi nel portabagagli e mi avviai verso casa. Il giorno dopo l’avrei portato all’Istituto dove lavoravo per esaminarlo minuziosamente in laboratorio, mi figuravo già la faccia piena di invidia del mio capo, proprio a me doveva toccare la fortuna di trovare un oggetto tanto interessante per la scienza?
Strada facendo pensai che il mio capo avrebbe voluto studiare lui personalmente quello strano oggetto venuto dallo spazio relegando me a lavori marginali. Chissà quante scoperte scientifiche avrebbe potuto fare. Immaginavo già i titoli dei giornali e dei telegiornali di tutto il mondo. Lo scienziato italiano Piero Altieri, direttore del CNR di Roma, sta facendo scoperte che rivoluzioneranno la fisica studiando un meteorite dalle proprietà mai viste prima, un meteorite trovato da un suo assistente nei dintorni di Roma, insomma tutto il merito sarebbe stato suo. Decisi allora di studiare il meteorite io da solo a casa mia.
La mattina dopo telefonai in ufficio al mio capo dicendo che per urgenti motivi personali avevo bisogno di fare le ferie. Tutte le ferie arretrate e quelle che mi spettavano per l’anno in corso, un mese intero in totale. Lo stronzo del mio capo protestò parecchio anche se non stavo facendo niente di particolarmente urgente, voleva sapere quali erano i miei motivi personali e che comunque dovevo comunicargli questa necessità con un adeguato preavviso. Naturalmente non gli dissi nulla appellandomi alla legge sulla privacy e dovetti minacciarlo di andare dai sindacati o di mettermi in malattia per avere le mie ferie.
Superato questo problema mi occupai della strumentazione necessaria a studiare il meteorite. In cantina avevo un bel locale adibito a laboratorio. Oltre essere un fisico teorico sono anche un discreto tecnico elettronico. Mi piace ogni tanto costruirmi degli apparecchi elettronici, cose sfiziose che non si trovano in commercio. Possedevo un microsaldatore, un buon multimetro digitale, un oscilloscopio, un misuratore di campo ecc. ma questo era nulla in confronto a quello che mi serviva. Mi servivano apparecchi ben più sofisticati e costosi, primo fra tutti un computer professionale dell’ultima generazione, i soldi non erano un problema. I miei poveri genitori morti entrambi 2 anni fa in un terribile incidente stradale mi avevano lasciato in eredità la casa e una cospicua sostanza.
Ordinai tramite Internet, quella mattina stessa, tutto quello che mi serviva, poi nell’attesa che gli apparecchi arrivassero compilai un elenco di misurazioni da fare. Per prima cosa dovevo assicurarmi che il meteorite non fosse radioattivo. Sarebbe stato pericoloso maneggiarlo e quindi per assicurarmi di ciò avevo ordinato un contatore geiger con precedenza assoluta. Me lo avrebbero consegnato il pomeriggio stesso.
Intanto continuavo a guardare affascinato il meteorite, l’avevo messo sopra il banco di lavoro e continuava ad emettere quella strana luce continuamente cangiante senza che questa si affievolisse. Molto strano, quale era la sorgente di energia che creava quella luce? Mica poteva esserci una pila dentro!
Nel tardo pomeriggio mi consegnarono il contatore geiger, lo misi subito in funzione e subito dopo tirai un sospiro di sollievo, il meteorite emetteva radioattività a basso livello tale da non essere pericoloso.
Nei giorni successivi arrivarono il nuovo computer e gli altri strumenti e feci indagini più accurate. Ma più dati ricavavo e meno ne capivo. Era semplicemente un oggetto impossibile che esistesse. Prendendo per esempio la densità: non esiste in natura nessun elemento chimico con un simile peso specifico, solo le stelle di neutroni hanno una densità maggiore ma quella meteorite non poteva essere composta di neutroni compatti perché ciò richiede la massa complessiva di una stella. E allora? Feci una prima ipotesi, quella sfera era un pezzo di astronave di una civiltà aliena avanti migliaia di anni rispetto a noi, sfuggita chissà come al loro controllo fino ad arrivare sulla Terra. Questa ipotesi però non mi portava da nessuna parte. Poi finalmente ebbi un’intuizione, l’unico tipo di sostanza esistente nell’universo di cui sappiamo che esiste ma di cui non sappiamo quasi nulla riguardo le caratteristiche fisiche è la materia oscura. Questa esiste in gran quantità nell’universo ma ben lontano dalle nostre parti tanto è vero che nessuno l’ha mai osservata. Può darsi però che un minuscolo frammento sia sfuggito dalle zone dove abbonda e dopo miliardi di anni di viaggio sia giunta fino a qui.
Lavorai su questa ipotesi usando le equazioni irrisolte di Einstein sulla struttura dello spazio tempo. Nessuno può risolvere queste equazioni se non conosce i valori dei coefficienti da dare alle variabili spaziotemporali. Io però, se la mia ipotesi era giusta, li potevo ricavare misurando i parametri fisici di quel pezzo di sostanza oscura. Mi si apriva una prospettiva esaltante, quella meteorite era stata un autentico colpo di fortuna. Avere a disposizione un campione di sostanza oscura era il sogno di tutti gli scienziati, potevo fare scoperte strabilianti, potevo far progredire la fisica di centinaia di anni in un colpo solo!
Lavorai accanitamente per giorni interi, dormendo pochissimo e nutrendomi di panini sempre incollato ai miei apparecchi e al computer. Un giorno notai una cosa molto strana. Vidi sparire una matita che avevo posato vicino alla meteorite in corrispondenza di un lampo. Dopo pochi secondi questa riapparve!
Dove era andata a finire la matita in quei secondi? In un’ altra dimensione? O in un altro tempo?
Impostai le equazioni che stavo risolvendo tenendo fisse tutte le variabili e variando solo il tempo. Tutto quadrava, la meteorite aveva creato un minuscolo tunnel temporale che aveva fatto fare un viaggetto di qualche secondo alla matita. Per esserne sicuro osservai per delle ore la matita ma l’episodio non si ripeté.
Evidentemente o avevo avuto un’allucinazione o il fenomeno si era verificato casualmente e aspettare che si ripetesse era tempo sprecato. Probabilmente serviva molta energia per creare il tunnel temporale e questa bisognava fornirla alla meteorite.
Il giorno dopo comperai un amplificatore di raggi laser e lo diressi sulla meteorite. Questa assorbì l’energia senza riscaldarsi finché emise un lampo che quasi mi accecò, la matita sparì di nuovo e riapparve dopo più di un’ora. Il mio esperimento aveva avuto successo.
Dopo una settimana di lavoro, potevo controllare a mio piacimento il tunnel temporale, la massa da far viaggiare nel tempo e la durata del salto temporale.
Avevo costruito una macchina del tempo! Fantastico, semplicemente fantastico!
Per prima cosa pensai a un salto nel futuro, che bello sarebbe poter dare un’occhiata al futuro, vedere in anticipo tutte le meraviglie del prossimo secolo. Si potrebbero anche ricavare molte notizie utili a tutta l’umanità per il nostro presente. Per esempio, il più grosso problema che abbiamo ora è la questione energetica, i pessimisti dicono che il petrolio si esaurirà fra 20 anni mentre gli ottimisti dicono che durerà ancora 60 anni. Chi ha ragione? Se avessero ragione i pessimisti bisognerebbe spingere al massimo fin da ora le ricerche sulle energie alternative per evitare una gravissima crisi energetica. Mi misi subito al lavoro per calcolare un balzo nel futuro di 50 anni per una massa di 70 kg e cioè per me stesso.. Mi accorsi che mentre il balzo nel passato era possibile invece per il futuro le equazioni si ingarbugliavano man mano che aumentava la massa. Per far fare un salto temporale a me stesso le difficoltà aumentavano in modo esponenziale. Mi impegnai allo spasimo per diversi giorni per trovare una soluzione, ma mi resi conto che era tempo sprecato, forse era una impresa impossibile. Molto a malincuore decisi di rinunciare, in fin dei conti il passato esiste mentre il futuro deve ancora avvenire e quindi non esiste.
Dovevo accontentarmi di un viaggio nel passato, non era una prospettiva gran che esaltante. Esplorare il passato lontano forse si ma per la quantità di energia che avevo a disposizione non potevo spingermi molto lontano. Il passato recente è molto ben documentato e non vale la pena di farci un salto per esplorarlo. A meno che…fui folgorato da una idea. Avrei potuto fare delle modifiche alla storia utili all’umanità. Per esempio se avessi fermato Hitler prima dello scoppio della II guerra mondiale avrei risparmiato al mondo un sacco di vittime e immani distruzioni.
Lavorai con entusiasmo su questa ipotesi, se fossi riuscito in questa impresa sarei diventato il più grande benefattore dell’umanità. Avrei salvato dalla morte tutte le vittime della seconda guerra mondiale che ammontano a circa 40 milioni.
Mi misi di buona lena al computer a progettare un salto nel passato nel 1939 un mese prima dell’inizio dell’attacco della Germania alla Polonia. Facendo i calcoli però mi resi ben presto conto che questa impresa non era tanto facile. L’energia necessaria per spedire nel passato un corpo era direttamente proporzionale alla sua massa, al cubo della lunghezza del salto temporale e alla durata della permanenza nel passato. L’energia che avevo o disposizione era quella che potevo ricavare dal mio impianto elettrico domestico, un misero 5 Kw. Facendo accuratamente i conti il tunnel temporale sarebbe rimasto attivo solo per 50 minuti. Troppo poco tempo per fare un attentato a Hitler. Per rendere fruttuosa quella breve incursione avrei dovuto conoscere con estrema esattezza il luogo dove egli si trovava in una certa precisa ora e tendergli un agguato, un bel colpo di pistola e quel dittatore non avrebbe più fatto danno all’umanità. Ma non avevo quei dati. Anche se li avessi avuti la macchina del tempo mi avrebbe portato nel momento voluto ma sarei rimasto a Roma. Avrei dovuto fare un viaggio in Germania, fino a Berlino, quanto tempo ci sarebbe voluto? Senza contare che a quel tempo ci volevano documenti e soldi per viaggiare da uno stato all’altro. Altra difficoltà era che non conoscevo una parola di tedesco, come fare per chiedere indicazioni sui mezzi da prendere? Infine come avvicinare Hitler? Come tutti i capi di stato il dittatore tedesco era ben protetto da un sacco di guardie del corpo. Era chiaramente una impresa impossibile.
Ero pieno di rabbia, era una beffa colossale. Potevo andare nel passato, impresa strabiliante e ritenuta finora impossibile dalla scienza ma non potevo svolgere la sublime missione di risparmiare al mondo il disastro della seconda guerra mondiale per banali motivi di ordine pratico. Improvvisamente avvertii una grande stanchezza. Guardai l’ora, erano le 2 di notte. L’unica cosa sensata da fare era andare a letto a riposarmi. La mattina dopo qualche soluzione la avrei trovata.
Al mattino dopo mi svegliai con le idee più chiare. Uccidere Hitler era un’idea folle, a parte le difficoltà di avvicinarlo, anche se fossi riuscito nell’intento, le sue guardie mi avrebbero fatto a pezzi. Inoltre, anche se per assurdo fossi riuscito a uccidere Hitler, sarebbe stata evitata la seconda guerra mondiale? Probabilmente no, assassinato il furer avrebbe preso il potere il suo vice o qualche altro suo stretto collaboratore. I suoi collaboratori erano tutte persone fanatiche e criminali e avrebbero sicuramente portato avanti la politica aggressiva ed espansionista del loro predecessore. La guerra sarebbe scoppiata ugualmente e la mia impresa non sarebbe servita a niente. Certo il progetto di impedire la guerra non era da abbandonare ma era un progetto molto difficile ed impegnativo e richiedeva una adeguata preparazione.
Pensandoci bene su arrivai alla conclusione che non bisognava uccidere Hitler ma convincerlo a non scatenare la guerra facendogli vedere i tragici risultati che ci sarebbero stati. Forse sarebbero stati necessari alcuni anni, io avrei dovuto imparare il tedesco, creare documenti e soldi falsi, farmi fare dalla società elettrica nel mio giardino una sottostazione per avere tutta l’energia elettrica necessaria per una permanenza nel 1939 di almeno 2 giorni.
Ero però molto deluso, io sono un tipo che non ha molta pazienza e aspettare anni a realizzare questo progetto mi riempiva di rabbia. Poi mi venne un’altra idea, era meglio per il momento eseguire una modifica alla storia più ridotta. Se questa avesse avuto successo con calma avrei preparato l’impresa di bloccare Hitler.
Sicuramente era meno difficile fermare almeno Mussolini, avrei risparmiato all’Italia una guerra disastrosa che aveva procurato 330.000 morti e più o meno altrettanti mutilati ed invalidi Senza contare le immani distruzioni e il disonore di aver combattuto una guerra a fianco dei nazisti. Tutto sarebbe stato più semplice. Niente viaggio in Germania, niente problemi di lingua e sugli spostamenti di Mussolini ero più informato. Sono sempre stato un appassionato di storia e conoscevo particolarmente bene il periodo fascista. Sapevo di certo che il duce il giorno prima della dichiarazione di guerra a fianco della Germania era stato tutto il giorno nel suo studio di Palazzo Venezia a Roma. Dovevo fare un balzo nel passato fino al 9 giugno 1940, il giorno prima dell’entrata in guerra. Essendo una data un po’ più vicina potevo tener aperto il tunnel per un’ora. Io abitavo in periferia e un’ora di permanenza poteva essere sufficiente.
Il duce nel giugno1940 era convinto che la Germania ormai avesse vinto la guerra e lui voleva partecipare al conflitto perché pensava che con pochi sacrifici l’Italia ne avrebbe tratto enormi vantaggi. Io gli avrei rivelato il futuro che lo aspettava e sicuramente l’avrei convinto a non entrare in guerra. Decisi d’istinto di fare proprio così.
Ero emozionato come mai lo ero stato in vita mia, avevo il potere di cancellare una delle pagine più nere della storia d’Italia e salvare 330.000 persone. Cominciai a pensare ai particolari di questa impresa e dovetti frenare il mio entusiasmo, forse ero troppo ottimista, forse avrei potuto combinare qualche guaio. Possibile che fosse realizzabile un progetto che cambia la storia? Cambiando il passato si possono creare paradossi inesplicabili. Il più famoso paradosso è quello del temponauta che ammazza il proprio nonno prima che metta al mondo il proprio padre. Cercai la risposta a questo paradosso sviluppando le equazioni relative a questo mio progetto. Ma non riuscii a ricavarne nulla. Ci voleva un altro tipo di matematica per descrivere un mondo ipotetico che deriverebbe da mutamenti del passato. Conoscevo la teoria che va per la maggiore tra gli scienziati. Questi affermano che i viaggi nel tempo non cambiano la realtà passata ma creano universi paralleli modificati. Io non ho mai creduto a questa teoria, da dove verrebbe tutta la materia e l’energia per creare un altro universo?
Decisi di fare un esperimento. Avrei mandato nel passato un piccolo oggetto per pochi minuti. Le conseguenze sicuramente sarebbero state insignificanti e non avrebbero procurato pasticci. Presi l’album delle mie vecchie foto, ce n’era una che era perfetta per il mio esperimento. Questa foto ritraeva me e i miei genitori nel giorno del mio decimo compleanno, era stata scattata davanti alla mia casa nel mezzo del giardino. Cosa molto importante c’era riportata anche l’ora dello scatto. Alle nostre spalle troneggiava la figura dell’albero di magnolia posto nel giardino. Avrei spedito qualcosa del presente in mezzo ai rami dell’albero in modo che fosse nell’inquadratura della foto. Nessuno avrebbe fatto caso a quell’oggetto estraneo seminascosto tra i rami. Presi una mia fotografia recente e la misi in un portaritratti e la posi nella biforcazione tra i due rami principali che erano ben evidenti anche allora.
Portai la mia macchina del tempo nel giardino e spedii il portaritratti a circa 20 anni indietro nel tempo nel momento esatto nel quale era stata scattata la foto.
La mia foto sparì e riapparve dopo 5 minuti, i miei strumenti mi dicevano che tutto era andato come programmato, mi rimaneva da controllare praticamente gli effetti di questo piccolo viaggio nel tempo. Osservai la fotografia del mio decimo compleanno, esultai. Si era modificata, guardando con attenzione si vedeva, in mezzo ai rami nel punto esatto dove l’avevo messo, il portaritratti. La mia immagine era troppo piccola per poterne distinguere i lineamenti. Staccai la foto e la misi nello scanner. Immessa nel computer la ingrandii fino a vedere distintamente la faccia di un trentenne, la mia! Certo con l’ingrandimento aveva perso molta risoluzione però indubbiamente quella che appariva era la mia faccia. L’esperimento aveva avuto successo, e non c’erano stati inconvenienti. Secondo la teoria della creazione di universi paralleli ora esistevano 2 universi. L’universo A dove la fotografia del mio compleanno non riporta la mia foto recente sull’albero e l’universo B dove invece questa c’è.
Semplicemente assurdo, figurarsi se questa inezia della mia foto crea un intero universo!!!
Decisi quindi di andare avanti nel mio progetto, avrei avvertito Mussolini del disastro a cui sarebbe andato incontro dichiarando guerra all’Inghilterra e alla Francia.
C’era però un grosso ostacolo alla realizzazione di questo progetto. Non potevo andare nel 1940 partendo dal mio laboratorio che è nello scantinato di casa mia. A quei tempi non esisteva la mia casa che era stata costruita su un terreno agricolo circa 30 anni fa. Se avessi eseguito il salto temporale sarei finito sottoterra dal momento che la macchina temporale non fa spostare di un millimetro nello spazio il temponauta. Altro grosso problema era come fare per avvicinare Mussolini senza essere bloccato dalle sue guardie.
Dopo lunghe riflessioni mi si accese la lampadina in testa, mi venne una idea che mi faceva superare entrambi gli ostacoli. Bisognava fare il balzo temporale proprio nel salone di Palazzo Venezia dove lavorava il duce. Ora questo storico palazzo è un museo ed è facilmente accessibile. Ora dovevo studiare un piano per introdurmi nel museo senza farmi vedere da nessuno in un orario durante il quale è chiuso ai visitatori in modo di compiere la mia missione senza essere disturbato.
Mi recai immediatamente davanti a questo palazzo per studiare i particolari di questo mio piano. Qui ebbi un autentico colpo di fortuna, Palazzo Venezia era chiuso per restauri, dal cartellone che illustrava i lavori vidi che direttore dei lavori era l’architetto Verdi, un mio amico, un antico compagno di scuola e di baldorie. Presi subito contatto con lui e lo invitai a cena in un simpatico ristorantino vicino a casa mia. Dopo aver rievocato i bei tempi andati, tra una portata e l’altra e molti bicchieri di buon Chianti, gli dissi che desideravo girare un documentario amatoriale sul celebre salone che era stato l’ufficio di Mussolini, e che mi bastavano appena 2 ore di tempo, la mia macchina del tempo l’avrei fatta passare come apparecchiatura di ripresa e di illuminazione. Ottenni facilmente il permesso con l’unica condizione di fare queste riprese di domenica per non interferire con i lavori di restauro. Per me andava benissimo.
Dopo una settimana di preparativi tutto era pronto, prima di lasciare casa mia sistemai sopra la mia scrivania un libro di storia aperto sulla prima pagina del capitolo riguardante la seconda guerra mondiale. Al ritorno avrei letto tutti i cambiamenti che sarebbero successi. Entrai a Palazzo Venezia e sistemai i miei apparecchi sul pavimento di quell’enorme salone vuoto, che era stato l’ufficio del duce, a due metri di distanza dalla sua scrivania. Il computer era già stato programmato, ora bastava premere il tasto enter per dare l’avvio a tutta la manovra che mi avrebbe spedito alle ore 11 del 9 giugno 1940. Proprio in questo momento clou mi sorsero dei dubbi angosciosi, la mia mano si mise a tremare tanto che non riuscivo a premere il pulsante. Mi sembrava tutto troppo facile, forse avevo trascurato qualcosa e in ogni caso potevano benissimo sorgere degli imprevisti. Avevo sperimentato troppo poco questa mia macchina del tempo. Dovevo fare un salto temporale di ben 90 anni con un corpo vivente, il mio. Se qualcosa non avesse funzionato? Se qualche intoppo mi avesse impedito il ritorno? Sarei rimasto per sempre nel 1940. Oppure peggio ancora invece che nel passato avrei potuto finire in qualche dimensione extratemporale con gli atomi del mio corpo che si sarebbero dissolti nel nulla come nebbia al sole. Esitai a lungo, poi finalmente ebbi un sussulto di orgoglio. Sicuramente qualche piccolo rischio c’era ma non mi sarei comportato da vigliacco. Non potevo tirarmi indietro e abbandonare al loro tragico destino tutti i morti della seconda guerra mondiale. Quelli avevano diritto di vivere la loro vita normale e non di morire nei modi più atroci in tutti i campi di battaglia sparsi in tutto il mondo. E tutto questo per la folle ambizione di potenza e di dominio di due criminali dittatori. Avevo il sacrosanto dovere di tentare di salvare tutte queste vittime e se non fossi riuscito nel mio intento e fossi morto non avrei fatto soffrire nessuna vedova o figli dal momento che non ero sposato. Neanche i genitori avrebbero sofferto per la mia eventuale perdita dal momento che erano già morti anzi mi sarei riunito a loro nell’aldilà.
Premetti quindi quel fatidico pulsante.
II
Avvertii un lampo che mi accecò, sentii anche un forte odore di ozono, dopo alcuni secondi quando riuscii a mettere a fuoco la vista il cuore quasi si fermò per l’emozione. Davanti a me seduto alla sua scrivania c’era Mussolini che con aria stupefatta mi stava osservando.
< Chi ti ha dato il permesso di entrare? > furono le sue prime parole, intanto allungava la mano verso la cornetta dell’interfono.
Prevedendo questa mossa mi ero portato una pistola che estrassi dalla tasca e puntandola contro di lui gli dissi
< Fermo o sparo, non chiamare nessuno >
La mano di Mussolini si ritrasse
< Bada a te, se mi torci un solo capello, i miei ti faranno a pezzi >
< Non ho intenzioni ostili >
< Ah si! e quella pistola? >
< Ti tengo sotto tiro per costringerti a starmi a sentire, ma non ho intenzioni ostili, debbo dirti una cosa molto importante >
Il volto di Mussolini era livido dalla rabbia
< Le mie guardie la pagheranno cara per averti fatto entrare, e tu ancor di più. Io sono un capo di stato e ho cose importantissime da fare, altro che stare a sentire un pazzo! >
< Non sono un pazzo, anzi il pazzo sei tu a dichiarare guerra a due grandi nazioni come la Gran Bretagna e la Francia a fianco di quel fanatico criminale di Hitler >
Mussolini fremeva per la situazione in cui si trovava, era una cosa assolutamente inusuale per lui essere alla mercé di un folle. Ma la pistola lo intimoriva e dovette stare al mio gioco, così mi disse
< Dicono che è tempo sprecato tentare di far ragionare i matti. Dimmi quel che devi dirmi e poi vattene. E fai in fretta, ti ripeto ho una cosa urgentissima da fare >
< Come quella di scrivere un discorso? quello che pronuncerai domani quando comunicherai al mondo intero l’entrata in guerra dell’Italia? >
Mussolini sbiancò in volto e rimase a bocca aperta per la sorpresa
< Ma chi sei tu, un indovino? >
< No, ma adesso voglio stupirti ancor di più. Ti reciterò il discorso che probabilmente stai scrivendo proprio ora. Dunque “ Un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L’ora delle decisioni irrevocabili…>
Mussolini mi interruppe
< Basta, dimmi chi sei! >
< Sono uno scienziato italiano, vivo e lavoro nella Roma del 2030 >
< Non capisco, cosa vuol dire Roma del 2030? >
< Significa che vengo dalla città di Roma dell’anno 2030, cioè vengo dal futuro. Sono stato chiaro? >
< Oh questa poi non la bevo, su dimmi la verità! >
< Questa è la verità, avevo però previsto che non mi avresti creduto e ho portato con me un oggetto che dimostra che vengo dal futuro. Questo straordinario oggetto è stato costruito con una tecnologia che è impossibile che esista adesso > Così dicendo aprii una borsa e ne estrassi un tablet computer e lo mostrai a Mussolini dicendo
< Ecco questo è un tablet pc.. >
< Un cosa? Non mi sembra gran che, assomiglia a un quadretto! >
< Aspetta e vedrai, questo apparecchio è una cosa che né tu, né nessuno di tutti i tuoi contemporanei neanche potreste concepire. Mi limiterò a farti vedere una sola di tutte le funzioni che può fare: quella di movie player… oh scusa…diciamo di cinema portatile. Aspetta un solo momento > Estrassi dalla tasca un gessetto e feci una croce sul pavimento in mezzo ai miei piedi. Alla fine della mia ora nel passato dovevo mettermi esattamente in quel punto per poter tornare indietro. Poi andai a fianco del duce e posai il pc sulla scrivania. Dissi “Start” e lo schermo si accese mostrando le icone di tutti i programmi. Mussolini stava sempre zitto e guardava con grande interesse e sempre più sbalordito quello che stavo facendo. Poi dissi al computer
< Storia della seconda guerra mondiale >
Lo schermo mostrò subito la home page. La scritta “IIa guerra mondiale 1939-1945” lampeggiava in rosso sulla parte centrale dello schermo e sopra e sotto c’erano le immagini dei volti dei protagonisti: Hitler, Mussolini, Churchill, Truman, De Gaulle , Stalin e l’imperatore giapponese Hiro Hito.
Dissi ancora start e iniziarono a scorrere le immagini dei filmati girati nei primi giorni di guerra con i possenti carri armati tedeschi che dilagavano in Polonia.
Mussolini esclamò
< Incredibile questo cinema in miniatura, anzi più che un cinema sembra un televisore, quel nuovo apparecchio che stanno facendo in America >
< Non è un televisore, non vedi come è piatto! E non vedi che funziona senza bisogno di corrente elettrica e senza antenna? >
< Non sono un tecnico, comunque probabilmente gli americani o gli inglesi hanno perfezionato in gran segreto la televisione e… >
< Sei duro da convincere, un apparecchio così che fa vedere immagini a colori senza il cinescopio e che va con comandi vocali per realizzarlo ci vogliono almeno 90 anni di progresso rispetto adesso, ma ti convincerai quando vedrai quel che succederà fra oggi e il 1945 >
< Finora sto vedendo filmati che avevo già visto nei cinegiornali > obiettò il duce
Ebbi un gesto d’impazienza, allora dissi <8 per>. Il film si mise a scorrere più velocemente e così arrivò rapidamente al giugno 1940 dopo di che lo feci andare a velocità normale
Poi trionfante dissi
< Duce osserva bene questa scena, fra poco vedrai te stesso che pronuncerai dal balcone di questo palazzo il discorso col quale vorresti dichiarare la guerra. >
Apparve infatti la ripresa col duce in piedi sul balcone che con voce roboante faceva la dichiarazione di guerra interrotto continuamente dagli applausi della folla che gremiva la piazza sottostante.
Questa volta il duce rimase esterrefatto
< Quello sono proprio io e il discorso è esattamente uguale a questo che ho appena finito di scrivere > esclamò afferrando il foglio ancora fresco d’inchiostro < ma come è possibile? >
< Te l’ho detto, ho inventato una macchina che fa viaggiare nel tempo e sono venuto a dirti di non entrare in guerra perché sarà una guerra rovinosa. Ora sta zitto e osserva bene quel che succederà >
Mussolini rimase zitto, ormai doveva essersi convinto che venivo dal futuro e osservava con estremo interesse lo svolgimento della guerra.
Quando vide le immagini della disfatta dell’esercito francese e inglese e poi di Hitler che percorreva da trionfatore le vie di Parigi, esclamò
< Però, stiamo vincendo >
< Frena gli entusiasmi duce, la guerra sarà lunga, aspetta e vedrai ! >
Dopo un po’, eravamo arrivati col film al 1942, la guerra finora era ancora favorevole all’Asse e la faccia del duce era soddisfatta. A quel punto fummo interrotti dal trillare dell’interfono.
Il duce mi guardò e mi disse < Cosa devo fare? >
Esitai poi risposi
< Rispondi senza rivelare la mia presenza >
Mussolini alzò la cornetta mentre io gli tenevo puntata la pistola per dissuaderlo dal tradirmi
< Si? > disse il duce, poi riprese < Un momento! > e rivolto a me a basa voce mormorò
< E’ l’inserviente che mi deve portare il tè con i biscotti, li prendo sempre a questa ora, ho l’ulcera e devo mettere qualcosa nello stomaco per calmare i dolori. Cosa devo fare ? >
Mi guardai intorno, vidi un pesante tendaggio dietro al quale avrei potuto nascondermi.
Fermai il film, poi presi il mio tabet pc sotto braccio e dissi
< Fallo pure entrare, io mi nasconderò dietro la tenda, ma non tradirmi, ti terrò sotto tiro >
< Non temere, sono curioso di vedere la fine del film > poi riprese a parlare all’interfono e diede il permesso all’inserviente di servire il tè.
L’inserviente entrò, portò il tè e i biscotti su un grande vassoio d’argento posandolo sulla scrivania del duce e poi se ne andò senza notare nulla di strano.
Ritornai a fianco del duce e ripresi a fargli vedere lo svolgimento della guerra.
Dopo un po’ Mussolini mi disse
< Devo bere il tè adesso se no si fredda e inoltre devo mangiare qualcosa, la tua intrusione mi ha scombussolato e ha acuito la mia ulcera e ora mi fa molto male. Anzi se vuoi favorire qui c’è una teiera piena e biscotti a volontà >
Il mio primo impulso fu di rifiutare, dovevo compiere una importantissima missione e mangiare era l’ultimo dei miei pensieri, però l’aroma del tè e la vista dei biscotti mi fecero ricordare che nella frenesia degli ultimi preparativi non avevo mangiato nulla nelle ultime 24 ore e ora trovandomi davanti a del cibo pronto il mio corpo esigeva soddisfazione. Avevo la gola secca e un gran languore allo stomaco. Decisi di accettare, in fin dei conti un breve spuntino non avrebbe interferito con il mio progetto.
< Grazie, duce, però fin che prendiamo il tè non dobbiamo fermare il documentario. Ho i minuti contati, appena il tempo di farti vedere tutto il film poi me ne dovrò andare >
Così bevvi una tazza di tè e mangiai parecchi biscotti. Calmati i morsi della fame mi sentii molto bene e iniziai a sentire una gran euforia, la mia missione stava avendo successo, il duce si stava convincendo e fra pochi minuti sarei rientrato nella mia epoca. Il duce invece stava sempre peggio a giudicare dalla sua faccia. Man mano che vedeva il peggioramento degli avvenimenti bellici la sua faccia diventava sempre più terrea. Continuava a borbottare
< Che disastro! Terribile, pazzesco! >
Il filmato arrivò al tragico epilogo della guerra in Italia e mostrò impietosamente le immagini di Mussolini con la sua amante e i suoi gerarchi appesi per i piedi a Piazzale Loreto a Milano dileggiati dalla folla. Povero duce, si contorceva sulla sua sedia e si massaggiava la pancia, a quelle immagini la sua ulcera lo torturava più che mai.
Infine vennero le immagini del bombardamento atomico in Giappone di Hiroscima e Nagasaki che conclusero il film. Guardai l’orologio, mancavano 3 minuti al balzo indietro al mio tempo.
Rimisi il mio pc sulla borsa e ritornai sul punto che avevo segnato col gesso mentre Mussolini letteralmente inebetito non diceva e non faceva nulla. Gli dissi
< Ora hai visto quello che succederebbe se entri in guerra, fermati, sei ancora in tempo >
< Va bene, uomo del futuro, ti credo, domani annuncerò al mondo intero la rottura del patto d’acciaio e la neutralità perpetua dell’Italia. Ma tu cosa fai lì tutto impalato? >
< Ma ne sto andando, duce> risposi guardando il mio cronometro < Fra 20 secondi vedrai un lampo e non mi rivedrai mai più, un raggio mi riporterà nel mio tempo >
Quando il cronometro mostrò che mancavano 2 secondi chiusi gli occhi per non essere accecato. Il lampo ci fu puntuale e anche sentii un forte odore di ozono. Riaprii allora gli occhi e rimasi fulminato dalla sorpresa. Vidi davanti a me ancora il duce. Ma come, non aveva funzionato la mia macchina? Ebbi anche un’altra sorpresa. Mi accorsi anche che ero completamente nudo e senza gli oggetti che mi ero portato, la rivoltella, il computer e l’orologio. Non avevo con me nulla di nulla, ero nudo come un verme. Rimasi come paralizzato da questa imprevista e terribile situazione. Intanto il duce ripresosi dalla sorpresa prese la cornetta del telefono e disse
< Venite subito c’è un pazzo che si è intrufolato nel mio studio >
Entrarono subito dopo 3 guardie, una mi mise le manette ai polsi e le altre due mi colpirono con una scarica di pugni in faccia. Quello che sembrava essere il capo urlò
<Maledetto pazzo bastardo, come sei entrato qui ?> e mi colpì ancora con una ginocchiata nello stomaco. Caddi a terra contorcendomi dal dolore. A questo punto intervenne il duce
< Fermatevi sergente Bianchi! chi vi ha detto di malmenarlo ? >
< Ma, Vostra Eccellenza, questo pazzo bastardo…>
< Stai zitto sergente, fai il duro adesso che quest’uomo è inerme. Dovevi fare il duro prima, impedendogli di entrare qui invece di lasciarlo passare >
< Io… io non l’ho lasciato passare…non so come.. > < Basta > lo interruppe il duce < Siete degli incapaci! il vostro unico compito è quello di controllare che non entrino in questo palazzo degli estranei e di vegliare sulla mia sicurezza personale. Invece è riuscito ad entrare uno completamente nudo, vi rendete conto? uno così non dovrebbe passare inosservato. Ora fai le tue indagini, senti le altre guardie e poi massimo entro 2 ore voglio un rapporto completo di come è avvenuta questa intrusione. Sono stato chiaro ? >
< Si, sua eccellenza > Il capo delle guardie mi prese per un bracciò spintonandomi verso l’uscita e mi disse ringhiando sottovoce
<Maledetto, ti farò sputare anche l’anima, mi dirai tu come sei entrato >
Il duce che aveva un buon udito sentì queste minacce e intervenne
< Un momento, attenetevi a queste mie istruzioni. Rivestite questo pazzo e mettetelo in una cella di massima sicurezza e che sia controllato a vista. Fate le vostre indagini senza però interrogarlo né fargli alcun male >
< Ma , Vostra eccellenza, senza interrogarlo come facciamo a sapere come è entrato? >
< Osi discutere i miei ordini? Fa come ti ho detto, lo interrogherò io personalmente quando avrò tempo. Ah un’altra cosa, non dite a nessuno dell’intrusione di questo qui. Non voglio che si sappia in giro quanto sono inefficienti i servizi di sorveglianza del mio palazzo!>
Poi il duce mi si avvicinò e mi disse in tono di scherno
< Uomo del 2030 mi avevi quasi convinto, ma alla fine la tua magia è svanita, ti do atto però che sei un bravissimo illusionista >
Fui poi condotto nell’anticamera dello studio del duce e lì mi fecero sostare per permettere a una guardia di procurare dei vestiti per me. Il capo delle guardie continuava a insultarmi e a farmi vedere i pugni che tratteneva a stento
< Maledetto bastardo, mi hai fatto fare una figura di merda col duce ma la pagherai cara questa tua bravata. Il duce sta invecchiando e sta diventano troppo buono. Se mi lasciava fare a quest’ora avresti già cantato come un grillo canterino >
Io stavo zitto per non dargli pretesto di mettermi ancora le mani addosso, ero già tutto dolorante per i colpi subiti. Poi arrivarono i vestiti, una divisa militare che mi stava larga e un paio di scarpe che mi stavano strette. Fui sbattuto in una cella della più vicina stazione di polizia guardato a vista da una guardia che mi osservava dallo spioncino. La cella era completamente disadorna a parte un miserabile pagliericcio. Che gente barbara!
Mi sedetti sul pagliericcio e mi pulii con la manica della giacca la faccia. Avevo il labbro inferiore spaccato e un occhio pesto più altre ecchimosi di minor entità. Un po’ alla volta il sangue si arrestò e allora mi sdraiai sul lettuccio a meditare sui miei guai. Ma che diavolo mi era successo?
Cosa non aveva funzionato? La mia macchina del tempo non si era guastata. Come programmato aveva creato il tunnel che avrebbe dovuto riportarmi indietro, però aveva riportato nel 2030 solo tutto ciò che avevo con me lasciando il mio corpo nudo qui in questo maledetto 1940. Perché? A questa domanda non riuscivo a dare risposta.
Ora ero nei guai fino al collo, cosa fare? Passai tutto il resto della giornata e tutta la notte con questi interrogativi senza riuscire a riposare.
Il duce, come venni a sapere successivamente, dopo che fui portato via non ebbe molto tempo per riflettere su quanto era accaduto. Dopo un breve pasto ricevette nel suo studio suo genero Galeazzo Ciano che con aria soddisfatta gli disse
< Duce, ti ho portato la dichiarazione di guerra da firmare, domani mattina verrà consegnata agli ambasciatori di Francia e d’Inghilterra poco prima del tuo discorso alla nazione >
Ciano pose i due documenti sulla scrivania e aspettò che il duce li firmasse. Mussolini afferrò la stilografica ma poi si fermò restando pensieroso.
Ciano aspettò pazientemente parecchi minuti poi vedendo che mai il duce si decideva a firmare proruppe
< Che succede duce? Ti è venuto qualche dubbio? >
< E’ che sono un po’ agitato, questa mattina si è introdotto qui senza che nessuno lo fermasse un pazzo e per di più completamente nudo. Se il nostro esercito è efficiente come i servizi di sicurezza di questo palazzo come facciamo a vincere la guerra? >
< Non ne sapevo niente, ma ti ha fatto qualcosa? >
< No, mi ha minacciato con una pistola ma poi l’ha messa via e allora l’ho fatto arrestare dalle guardie. Ho dato ordine che non si diffonda la notizia per non farci ridere dietro. Ma ti rendi conto ? >
< Effettivamente ti è successa una cosa veramente scioccante però non devi dar troppo peso a questo episodio. I pazzi sono astutissimi nell’escogitare degli stratagemmi per eludere la sorveglianza. Sarà entrato di notte quando nessuno si aspetta che entri qualcuno e approfittando di un momento di distrazione di qualche guardia mezza addormentata e poi si sarà nascosto in qualche sgabuzzino delle scope… >
<Si, si, tutto è possibile > lo interruppe il duce < Però ora non voglio firmare, voglio pensarci ancora un po’ >
< Ma duce, è tutto pronto! in tutte le piazze d’Italia sono stati sistemati gli altoparlanti per il discorso di domani. Tutti hanno capito che dichiarerai la guerra. L’esercito è in stato d’allerta. E.. >
< Lo so che è difficile fare marcia indietro… però se si potesse aspettare qualche giorno >
< Qualche giorno? Ma la Francia sta per crollare, se aspettiamo ancora un po’ i tedeschi vinceranno da soli >
< Va bene > disse riluttante il duce < Firmerò, però più tardi, intanto fai firmare la dichiarazione di guerra al Re >
< Va bene, vado ! >
< Aspetta un momento, se mi tengo tutto dentro scoppio. A te lo posso dire tutto quello che è successo, tu sei mio genero e di te mi posso fidare >
< Ti ringrazio della fiducia, avevo capito che c’era dell’altro, dimmi ! >
< Quell’intruso mi ha detto che viene dal futuro >
< Cosa? Ma è una cosa ridicola! >
< Si però.. il fatto è che quello ha dimostrato di essere un illusionista di una abilità veramente diabolica. Fatto sta che mi è apparso all’improvviso davanti a me senza che l’abbia visto entrare dalla porta ed era vestito. Mi ha puntato una pistola e mi ha detto che era venuto dal futuro per avvertirmi di non fare la guerra perché l’Italia l’avrebbe persa >
Ciano scuoteva la testa
< Ma dai duce, solo un pazzo può dire queste cose! >
< Aspetta che finisco di raccontarti. Dunque questo qui mi disse che per comprovare che veniva dal futuro mi avrebbe fatto vedere su una specie di cinema portatile tutto lo svolgimento della guerra. E infatti il suo cinema portatile, che sembrava un quadro, funzionava e vidi un documentario che illustrava tutto l’andamento della guerra. Una cosa sconvolgente. Il conflitto si allargherà, avremo contro la Russia e l’America e con noi solo il Giappone e perderemo.
Nel 1945 finirà la guerra e io verrò fucilato e appeso per i piedi assieme a … a Claretta e ad alcuni gerarchi. >
< Ma è assurdo, lo sai anche tu che è tutta un’illusione. Non devi dar peso a questo pazzo.> Ciano cercò di scherzarsi su <E io che fine farò ? >
< Tu mi tradirai nel 1943 e io ti farò fucilare ! >
< Ah, ah che ridere. Non ho mai sentito una cosa più assurda. Io che ti tradisco e tu che mi fai fucilare, ah, ah >
< Basta ridere, come ti permetti? >
Ciano si zittì immediatamente e il duce proseguì
< Non puoi immaginare come mi sono sentito a vedere queste cose, pareva tutto così realistico. Poi alla fine questo mi salutò dicendomi che sarebbe rientrato nel futuro, ci fu quindi un lampo e puf sparì la sua pistola, la borsa con il suo cinema e i suoi vestiti, e lui rimase davanti a me, stupefatto più di me, nudo come un verme . Ora dimmi che senso ha tutto questo! >
< Nessun senso, solo che sei stato importunato da un bravo illusionista >
< Possibile che un illusionista sia così abile da farmi vedere illusioni così perfette per un periodo così lungo? Sarà stato qui almeno per un’ora >
< Beh non me ne intendo molto. Ti consiglio di chieder consulenza a uno psichiatra per far completa luce su questo episodio ! >
< No, non vorrei che lo psichiatra pensasse che sono impazzito >
< Ma no, non si permetterebbe mai ! >
< Va bene, fanne venire qui subito uno dei migliori e di comprovata fede fascista ! >
Ciano se ne andò e dopo mezz’ora lo psichiatra era seduto davanti alla scrivania del duce.
Mussolini esordì
< Vi ho fatto venire qui perché vorrei sentire un vostro parere professionale su un fatto che mi è successo questa mattina. Un fatto veramente assurdo che vorrei che mi aiutaste a capire. > Il duce esitava ad andare avanti
< Dite, dite pure Vostra Eccellenza > lo incoraggiò lo psichiatra
< Professore, vorrei prima che mi giuraste che quanto vi dirò rimarrà segreto >
<Non dubiti Vostra eccellenza. Sono un professionista serio che per un paziente qualsiasi manterrebbe il segreto professionale. Figuriamoci poi per Voi >
< Va bene > Il duce quindi raccontò della mia comparsa e tutto quello che gli feci vedere. Alla fine del racconto lo psichiatra rimase pensieroso senza dir nulla. Il duce lo sollecitò
< Allora professore non dite nulla? Non avete il coraggio di dire che sono pazzo? >
< E’ una vicenda veramente assurda, ma non siete pazzo, questo è certo, è impossibile che voi, una delle migliori menti che mai abbia avuto l’Italia, sia….>
< Professore > con un gesto di stizza il duce lo interruppe < vi ho fatto venire qui non per essere adulato ma per sentire un sincero parere professionale, dite pure liberamente quel che pensate, qualsiasi cosa mi direte non vi sarà torto un capello >
< Penso veramente che non siete impazzito, io i matti li conosco bene. Ho a che fare con loro tutti i giorni da più di 20 anni >
< Va bene, allora se non sono matto è successo davvero tutto quello che le ho raccontato? >
< Beh, prima di interpretare questo episodio cerchiamo di separare i fatti oggettivi da quelli soggettivi. Questo tizio che dice di venire dal futuro esiste veramente? >
< Certo, ora aspettate un momento >
Mussolini prese la cornetta e diede ordine di far venire il capo delle guardie. Come questi fu entrato gli disse
< L’intruso che avete arrestato questa mattina in che cella è stato messo? Parlate liberamente, questo signore è una persona di fiducia che può essere a conoscenza di questo episodio >
< In una cella del commissariato di polizia qui vicino >
< Bene e avete perquisito tutto il palazzo per trovare i suoi effetti personali ? >
< Si ma non abbiamo trovato nulla, quel pazzo deve essere entrato proprio nudo!>
< Incredibile! Ma avete fatto indagini per capire come abbia fatto ad entrare qui da me? >
< Ho interrogato tutto il personale e le guardie ma nessuno l’ha visto entrare o ha fatto entrare qualche estraneo e tutti giurano di aver tenuto gli occhi ben aperti >
< E allora? Ha poteri magici questo intruso? >
< No di sicuro, però ci potrebbe essere una spiegazione. Abbiamo trovato una finestrella di un bagno socchiusa. E’ di difficile accesso perché è al secondo piano ed è anche molto piccola. Però magari se uno si arrampica ed è un contorsionista riesce ad entrare >
< Faremo i conti dopo per questa trascuratezza ora potete andare >
Poi il duce si rivolse allo psichiatra
< Visto, almeno l’intruso nudo non me lo sono inventato>
Poi rivolto ancora al capo delle guardie
< Bene, ora ditemi se avete cercato i vestiti dell’intruso qui in questo studio >
< Si, ho ispezionato personalmente tutti gli armadi e ogni casa che potesse fungere da nascondiglio ma non ho trovato nulla >
Lo psichiatra con tono professorale interloquì
< Si può concludere quindi che questo individuo sia entrato nudo e questo dimostra che è un pazzo. Esibirsi nudi è un tipico sintomo di disturbo mentale, desiderio sfrenato di stupire, di attirare l’attenzione. Ora ditemi Vostra eccellenza, come state in salute? >
<Un momento! >
Il duce si rivolse alla guardia e gli intimò di uscire. Come se ne fu andato rispose
< Beh non ho grossi problemi se non fosse per l’ulcera duodenale e per una certa insonnia >
< Da quanto tempo soffrite di questi disturbi?>
<Da 8-9 mesi >
Avuta questa risposta lo psichiatra stette per un lungo minuto a pensare finché venne sollecitato dal duce
< Allora professore che ne pensate di questa storia? Come spiegate che io all’inizio ho visto questo tizio vestito e come spiegate tutto quello che mi ha fatto vedere? >
< Penso che soffriate di una specie di esaurimento nervoso >
< Io l’esaurimento nervoso? Ma come vi permettete! >
< Mi avete detto voi di parlare liberamente e comunque non è un vero e proprio esaurimento nervoso, voi siete in uno stato di stanchezza mentale. Ed è naturale che sia così. Avete una responsabilità enorme e tutta sulle vostre spalle. Da quando Hitler ha attaccato la Polonia, e cioè 9 mesi fa, ogni giorno per tutti questi mesi sicuramente voi vi siete chiesto se era il caso di entrare in guerra a fianco della Germania. Voi siete una persona molto responsabile e avete ponderato con estrema cura il da farsi. Restare neutrali significherebbe perdere una grande occasione storica per fare grande l’Italia, intervenire potrebbe essere rischioso e temete di fare un passo falso. Questo dilemma vi ha logorato per tutti questi mesi causandovi ulcera e insonnia.
In questa situazione quando questo intruso vi è comparso nudo ne avete ricavato uno choc terribile, quest’uomo avrebbe potuto anche uccidervi. Questo qui evidentemente è un abile ipnotizzatore e vi ha fatto credere questa storia inverosimile dell’uomo venuto dal futuro. Ha trovato terreno fertile in voi per questo vostro stato di estrema tensione e questo ha fatto uscire dal vostro subconscio tutti i timori per un esito infausto della guerra e quello di fare una brutta fine. E’ stato come avere un lungo e terribile incubo. >
< Ah allora è stato tutto un incubo? > chiese sollevato il duce
< Ma certo che altra spiegazione logica ci può essere? L’ipotesi che l’intruso venga veramente dal futuro mi sembra che non valga neanche la pena di essere considerata! >
< Avrò ancora incubi? >
< Credo di no, voi siete un uomo d’azione. Tutto questo periodo di incertezza e di inattività vi ha logorato. Ma una volta presa la vostra decisione vi sentirete meglio! >
< Bene, professore, con la vostra diagnosi avete reso un grande servigio a me personalmente e all’Italia >
Fu così che Mussolini non tenne conto del mio intervento e proseguì per la sua sciagurata strada.
Io ero in cella e fino all’ultimo sperai che il duce tenesse conto dei miei avvertimenti. Invece puntuale, come è riportato in tutti i libri di storia, alle 18.30 del 10 giugno 1940 dal balcone di palazzo Venezia il duce dichiarò guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. Sentii il discorso di Mussolini da una radio accesa a tutto volume dai miei carcerieri.
Caddi in una profonda disperazione, mi ero cacciato nei guai fino al collo. Non solo non avevo raggiunto il mio scopo di fermare la guerra ma ora ero intrappolato nel passato alla mercé di quei fanatici fascisti e rischiavo la pelle.
Solo allora mi resi conto di quanto io sia stato incosciente a tentare di cambiare la storia e a non valutare tutti i pericoli di una missione così insensata. Ma ero stato preso da una frenesia irrefrenabile, da un delirio di onnipotenza quando scoprii che quella maledetta meteorite mi dava il potere di modificare la storia. E ora che fare?
Non potevo far nulla, dovevo aspettare passivamente l’evolversi degli avvenimenti.
E questi non sarebbero mancati nei giorni seguenti.
III
Il giorno dopo sentii un gran tramestio fuori nel corridoio prospiciente la mia cella.
Subito dopo la porta si spalancò ed entrò il duce in persona, cercò di entrare anche il capitano della stazione di Polizia ma Mussolini lo fermò dicendogli
< Vi prego di non entrare, voglio interrogare il prigioniero da solo >
Il capitano stupito obiettò
< Ma Vostra eccellenza potrebbe essere pericoloso! >
< Fate come vi ho detto, so badare a me stesso, ho anche con me una pistola. Se avrò bisogno d’aiuto vi chiamerò >
Dopo aver chiuso la porta della cella il duce si rivolse a me con tono ironico
< salute a te uomo del futuro! >
< Oh duce cosa hai fatto! Non hai tenuto conto dei miei avvertimenti! >
Mussolini impugnò la pistola e con tono duro mi disse
< Ora non hai più il coltello dalla parte del manico, dovrai rivolgerti a me con rispetto e parlare solo per rispondere alle mie domande >
< Va, bene Vostra eccellenza! >
< Bene, andiamo con ordine. Come ti chiami? >
< Danilo Casati >
< Dove e quando sei nato? >
< Sono nato a Roma il 18 settembre 2000 >
Il duce ebbe uno scatto d’ira
< Ma come! insisti a dire che vieni dal futuro? >
< Si vostra eccellenza è la verità >
< Bada a te, non farmi arrabbiare o te ne pentirai. Dove hai imparato così bene l’arte dell’ipnotizzatore? >
< Da nessuna parte, non so ipnotizzare >
< Sei molto testardo, credo di capire che preferisci dire la verità alle mie guardie. Non ti conviene, quelle usano metodi molto duri, ti faranno pentire di essere nato. Se invece dici tutto adesso a me personalmente ti prometto che sarai trattato con clemenza >
Io rimasi terrorizzato da quella prospettiva
< Vi prego > supplicai < non mi date in pasto alle guardie… sono un fifone…faccio fatica a sopportare il dolore di un’iniezione, non reggerei neanche un minuto la tortura e farei finta di dire la verità. Direi che sono un pazzo e che non vengo dal futuro. E’ questo che volete che io dica? >
< Io voglio che tu dica semplicemente la verità. Ma non dirmi che vieni dal futuro. Se fosse vero perché non hai più con te il cinema portatile? >
< Si deve essere guastata la macchina del tempo, questa ha riportato indietro i miei vestiti e tutto il resto lasciando però me qui nel passato >
< E io dovrei credere a una cosa così assurda? >
< Eppure è vero e ve lo posso anche dimostrare. Possiedo moltissime conoscenze scientifiche che non esistono ora e questo lo potete far controllare da uno scienziato di vostra fiducia. Inoltre conosco con precisione gli avvenimenti che succederanno nei prossimi giorni di guerra >
Il duce finalmente cominciò a dubitare
< Questo che dici mi sembra ragionevole, dimmi qualche avvenimento che succederà fra qualche giorno così potrò controllare se conosci veramente il futuro >
< Bene > tirai un sospiro di sollievo, finalmente il duce ragionava
< Fra 3 giorni e cioè nella serata del 14 giugno dal porto di Tolone usciranno 4 incrociatori e 11 cacciatorpediniere e si dirigeranno verso la costa ligure. All’alba del 15 bombarderanno i depositi di carburante di Vado provocando la morte di 9 persone e 36 feriti e poi a Genova bombarderanno gli impianti industriali. La flotta francese farà tutto questo impunemente perché nessuno si aspetta che la Francia agonizzante possa ancora mordere e nessuno ha predisposto una difesa >
< Ah vedremo se è così, interpellerò subito i responsabili della difesa della Liguria >
Si diresse verso l’uscita della cella dicendomi
< Ci vediamo più tardi insieme a un esperto di fisica >
Un’ora dopo fui prelevato dalla cella e condotto in una stanza con un tavolo e tre sedie. Poco dopo arrivò il duce assieme a un uomo sui 50 anni dall’aspetto molto professorale e che riconobbi essere il celebre professore di fisica Amaldi.
Questi dopo avermi squadrato a lungo mi disse col sorriso sulle labbra
< Allora giovanotto voi verreste dal futuro? >
Mi limitai a fare un cenno affermativo col capo
< Come funzionerebbe la tua macchina del tempo? >
< Detto in breve ho scoperto, grazie a una meteorite di sostanza oscura, un nuovo tipo di forza che opportunamente amplificata e manipolata è in grado di scavare nel continuum spaziotemporale, un tunnel nel lato temporale del passato che mi ha proiettato fino a qui >
< Uh veramente ingegnoso! > esclamò con falso tono di meraviglia, poi assunse un’aria seria e proseguì
< Come ti è venuta in mente una scemenza del genere? Ah non rispondere, scommetto che l’hai letta in qualche romanzo americano di .. di science fiction, si dice così non è vero? >
Mi arrabbiai e risposi con tono duro
< Invece di deridermi controllate la mia preparazione in fisica vedrete che non sono un pazzo >
< Subito! Scrivetemi le equazioni differenziali di Maxwell che descrivono i fenomeni elettromagnetici > Mi porse un block notes e una stilografica < Forza! >
Rimasi indignato, mi stava trattando come uno scolaretto
< Ma come! > protestai < Questa è una domanda a cui saprebbe rispondere uno studentello universitario del primo anno, chiedetemi qualcosa di più difficile, io sono un ricercatore. >
< Comincia a rispondere a quello che ti ho chiesto poi vedremo >
< Come volete >
Afferrai la stilografica e riempii velocemente una pagina con tutte le equazioni richieste.
Amaldi allora mi fece molte altre domande riguardanti le ultime scoperte nel settore della fisica teorica ancora poco note al di fuori dell’ambiente dei ricercatori. Naturalmente risposi con gran facilità anche a queste.
< Bene, la fisica dei nostri giorni la conoscete bene, descrivetemi ora qualche legge fisica che verrebbe secondo voi scoperta nei prossimi anni >
Finalmente si veniva al sodo
Gli descrissi le principali scoperte nel campo della fisica fatte dal 1940 al 2030 riempendo parecchie pagine con formule ed equazioni. Man mano che parlavo della struttura dell’atomo, della gravità quantistica, dei neutrini, dei quark e delle superstringhe la sua bocca si apriva sempre più dalla sorpresa. Alla fine iniziai a illustrargli la teoria dell’unificazione delle 4 forze fondamentali della natura, il sogno di tutti gli scienziati a partire da Einstein che vi dedicò invano gli ultimi anni della sua vita.
Fui interrotto dal duce che dopo essere rimasto zitto fino a quel momento ora dava segni di impazienza
< Ora basta! > mi disse e rivolto al professore
< Ditemi, ha senso tutto quello di cui vi ha parlato? >
< Sì, sicuramente questo signore è un fisico teorico di buon livello >
< Ma cosa mi dite riguardo le scoperte che avverranno in futuro? >
< Qui su due piedi non sono in grado di dire se tutto quello che mi ha illustrato sia veritiero. Ho bisogno di qualche mese per assimilare tutti questi nuovi concetti fisici, studiare le equazioni, per controllare i calcoli e… >
< Cosa? Qualche mese! Non abbiamo tutto questo tempo, se per caso questo signore venisse davvero dal futuro bisognerebbe agire tempestivamente per evitare tutti i disastri che ho visto nel filmato >
< Ma come faccio? > tentò di protestare Amaldi agitando il block notes < Vedete anche voi quante formule ci sono da controllare, qui ci potrebbe essere tutta la fisica dei prossimi 90 anni! >
Mussolini rimase per un po’ pensieroso poi disse
< Vi do 3 giorni di tempo, nel frattempo vediamo se succede l’attacco navale francese a Vado e a Genova, dopo di che dovrò trarre le conclusioni.>
Poi senza aspettare la risposta del professore il duce si alzò e congedò tutti. Con mia grande sorpresa fui portato in una cella confortevole con un comodo letto e servizi igenici. Passai quei tre giorni alquanto sollevato. I carcerieri mi trattavano bene e mi diedero cibi migliori. Quel che più contava però era il fatto che ormai ero sicuro che le cose sarebbero migliorate. Il duce avrebbe verificato che conoscevo il futuro vedendo avverarsi l’attacco francese da me previsto e anche il professor Amaldi avrebbe confermato che tutte le equazioni che gli avevo dato non potevano che provenire da conoscenze acquisite nel futuro. A questo punto il duce si sarebbe ritirato dalla guerra e io avrei assolto alla mia missione.
Il giorno 15 giugno il duce ritornò a farmi visita. Aveva l’aria raggiante, mi fece accomodare nella saletta dell’altra volta ed esordì dicendomi.
< Signor Casati, è fantastico, ho verificato che conoscete davvero il futuro con grande precisione. La flotta francese composta dalle navi che avete detto ha attaccato le nostre coste liguri e ci sono stati esattamente i danni, i morti e i feriti che avete previsto.>
< Ma come duce! Non avete fatto niente per impedire questo attacco? A La Spezia abbiamo la nostra flotta e avremmo potuto difendere le nostre coste ed evitare la morte di quei poveri 9 disgraziati che ci hanno rimesso la vita >
< Se avessi fatto come mi stai suggerendo non avrei verificato completamente la validità della tua previsione. Avresti potuto essere una spia francese e conoscere le intenzioni della marina francese. Invece lasciando fare ho verificato il numero esatto dei morti e dei feriti che ci sono stati in questa incursione. Nessuno al mondo poteva prevedere questo dato e quindi si può concludere che conosci veramente il futuro. >
Ero allibito da tanto cinismo e non riuscii a frenare il mio sdegno
< Ma Duce siete senza cuore, la morte di 9 persone non conta nulla? >
< Certo che conta, non sono un mostro sanguinario, ma devi capire che era il prezzo da pagare per essere sicuro che lo svolgimento della guerra sarà quello che mi hai fatto vedere nel filmato. Ora con questa certezza saprò come regolarmi e saprò ricavarne enormi vantaggi per l’Italia. Ti informo anche che ho avvertito Hitler del tuo arrivo. Come era logico pensava che fossi impazzito ma comunque ha mandato un commissario di sua fiducia a controllare se ci sarebbe stato l’attacco francese nei modi e con i danni che tu avevi previsto. Un’altra conferma che voi conoscete il futuro viene dal professor Amaldi. Infatti mi ha detto che ha studiato le teorie che gli avete rivelato. Bisognerebbe fare degli esperimenti per verificarle ma comunque sono teorie geniali basate su eleganti equazioni matematiche coerenti molto probabilmente vere. Tutte queste conoscenze non possono che provenire dal futuro. Questi fatti uniti a quello che ho visto con i miei occhi quando siete apparso nel mio studio portano a una sola conclusione. Voi venite veramente dal 2030 come affermate >
Esultai, finalmente il Duce mi credeva, la mia missione aveva avuto successo, avrei risparmiato all’Italia una guerra disastrosa
< Bene Duce > gli dissi < Sono felice che mi crediate. Anche se la guerra è già stata dichiarata non credo che sia un grosso problema ritirarsi, non ci sono ancora stati grandi scontri tra noi e la Francia e l’Inghilterra. Loro saranno felici di questo dietrofront >
Il viso del duce si rabbuiò
< Coosa? Io dovrei secondo voi fare la figura del pagliaccio e farmi ridere dietro da tutto il mondo? >
< Ma non c’è alternativa, o una brutta figura o il disastro >
< Sì che c’è un’alternativa. Si può, anzi si deve vincere. Ora ho un asso nella manica e questo asso siete voi. Con la conoscenza che hai dei fatti futuri e soprattutto con le vostre conoscenze scientifiche potremo costruire armi straordinarie come ad esempio la bomba atomica, e con questa faremo del resto del mondo un sol boccone> a questo punto insorsi e interruppi il farneticare del Duce.
< La bomba atomica no, quella è un’arma terribile che se usata in modo massiccio può provocare addirittura la distruzione dell’intera umanità >
<Non sono un barbaro, la userei con moderazione solo in casi estremi >
< Costruire una bomba atomica è un’impresa impossibile per noi italiani. Non bastano le conoscenze teoriche, serve un sacco di uranio che l’Italia non ha, inoltre serve una grande industria chimica e costosissimi macchinari per raffinare l’uranio e separare l’isotopo radioattivo U235 dall’U238 che è la maggior parte >
< Mi farò aiutare dai tedeschi >
< Io non collaborerò, non voglio che l’Italia e la Germania abbiano la bomba atomica e non voglio neanche che vinciamo la guerra >
A quest’ultima affermazione il duce si scandalizzò ed emise un urlo terribile
< Ma che razza di Italiano siete? Non volete che la vostra patria vinca la guerra? >
< Lo vorrei se si trattasse di una guerra giusta ma questa è una guerra di aggressione a fianco di un pazzo criminale come Hitler >
Il duce divenne tutto rosso dalla rabbia
< Come osate parlarmi così! > ruggì < Bada a te, basta un mio cenno e ti farei fucilare per tradimento >
Mi ero lasciato andare troppo, dovevo essere più diplomatico, abbassai il tono della mia voce e dissi in modo pacato
< Scusate Vostra Eccellenza, Hitler in futuro verrà giudicato così >
< Se perderà la guerra sarà così ma se vinceremo sarà osannato come il più grande tedesco di tutti i tempi e anch’io avrò la mia parte di gloria. Questa guerra è una grande occasione storica per l’Italia. Ne ricaveremo un sacco di vantaggi >
< Quali vantaggi? >
< Per esempio Nizza e la Corsica ritorneranno a essere italiane >
<Ma non vale la pena di fare una guerra per questi territori periferici e ormai francesizzati >
< Certo che vale la pena, Nizza e la Corsica verranno facilmente di nuovo italianizzate. Poi ci sono le colonie, tutto il Nordafrica potrebbe diventare italiano >
< Ma non è giusto rubare la terrs alla gente che la abita, ogni popolo ha il diritto di vivere libero e indipendente sul territorio dove vive >
< Mi sembra di sentire parlare un prete. Se tu conoscessi la storia sapresti che da quando esiste il mondo i popoli più forti si sono sempre presi le terre dei popoli più deboli. E’ una legge di natura >
< Questa è la legge della giungla ma fra pochi anni non sarà più così, non esisteranno più imperi coloniali e ogni nazione della terra sarà libera e indipendente >
Il duce rimase un po’ pensieroso poi disse
< Tu conosci il futuro nel quale hanno vinto le plutocrazie, questa idea che tutti gli stati debbono essere indipendenti è un’idea democratica americana, un’idea decadente. Ma la storia si può cambiare e tu mi aiuterai a farlo, con le buone o con le cattive >
Cominciavo a disperarmi, come fare a convincere un dittatore ultranazionalista e di mentalità ottocentesca? Strinsi i denti e continuai a perorare la causa della pace.
< Ma Duce, cosa ce ne facciamo delle colonie? sono più un peso che un vantaggio. Queste poi si ribelleranno >
< E noi le schiacceremo, l’Italia ha bisogno delle colonie per svilupparsi, non abbiamo materie prime >
< Non è importante, le possiamo comperare >
< Ce le venderebbero a caro prezzo >
< Ma duce, la materia prima costa sempre molto meno del prodotto finito è una legge economica. Non mi risulta per esempio che la Fiat abbia avuto problemi nel produrre auto e camion per il caro prezzi del ferro >
< Non è solo questione di materie prime, le colonie ci servono per ospitare l’eccedenza della popolazione italiana, gli italiano non dovranno più emigrare in paesi stranieri ma andranno nelle nostre colonie>
< In futuro non sarà più così, l’Italia diventerà un paese industrializzato e nessuno dovrà più emigrare anzi scarseggerà la manodopera e verranno molti africani ed asiatici a lavorare e ad abitare da noi >
< Cosa? L’Italia verrà abitata da negri e da gialli? non sia mai, è terribile! l’Italia perderebbe la sua purezza razziale. >
< Ma duce, in futuro non ci saranno più pregiudizi razziali! >
< Questo futuro non mi piace, io comunque devo vivere la mia epoca e il mio dovere è di lasciare ai posteri un’Italia grande, gloriosa, potente, rispettata e temuta da tutte le altre nazioni. Vincendo questa guerra Italia e Germania saranno le padrone assolute dell’Europa e degli imperi coloniali francese ed inglese, non è una prospettiva esaltante? >
< No, questo è ultranazionalismo del più deleterio. In futuro la grandezza di una nazione si misurerà in termini di produzione industriale e benessere economico, di democrazia, di convivenza pacifica e solidale con i popoli più bisognosi… >
< Ora basta!> mi interruppe il duce urlando <Sono stanco di discutere con te. Come ti permetti di insistere nel sostenere queste idee americane decadenti. So io quel che si deve fare, io sono un grande statista, sono il duce degli italiani da 20 anni e tu chi sei per dirmi cosa devo fare? Quello che mi dici mi induce con più determinazione a cambiare questo orrendo futuro. E tu mi aiuterai a farlo! >
Tremavo dalla paura però trovai il coraggio di rispondere
< Non lo farò mai! non voglio che vinca la tirannide nazifascista >
Il duce si alzò di scatto dalla sedia rovesciandola per terra. Dirigendosi verso la porta mi disse
< Ti do 24 ore per pensarci, poi o collaborerai con le buone o ti darò in pasto alle mie guardie. Vedremo se ti rifiuterai di collaborare! >
Uscì sbattendo la porta e quella fu l’ultima volta che lo vidi.
Subito dopo fui riportato nella mia cella e mi ritrovai più disperato che mai a meditare sui miei guai.
IV
Che fare? Ero in trappola. Mi ripugnava il pensiero di aiutare il duce a vincere la guerra. Però come fare a reggere la tortura? io non sono certo il tipo di eroe che sopporta stoicamente per amore del bene ogni genere di dolore. Pensai di suicidarmi ma non c’era niente dentro la cella per attuare questo proposito e inoltre ero sorvegliato a vista.
Restai per ore e ore sdraiato sul letto a fissare il soffitto. Venne la notte e continuavo a guardare come ipnotizzato una macchia del soffitto senza riuscire a prendere sonno. Era una macchia strana, continuava a cambiare forma e colore e sembrava emettere una debole luce Ad un certo punto quella macchia divenne perfettamente circolare e luminosa. Pensai di avere una allucinazione invece stava per succedere un fatto imprevisto. Da quella macchia luminosa uscì un fascio di luce molto intensa che mi avvolse completamente e mi abbagliò. Istintivamente chiusi gli occhi e immediatamente dopo persi i sensi.
Quando ripresi coscienza ero disteso in orizzontale all’interno di un cilindro di plexiglass trasparente contornato di apparecchiature mai viste prima. Ero nudo e due uomini molto giovani chini all’esterno del cilindro mi stavano osservando col volto raggiante di felicità. Poi uno dei due smettendo di sorridere e facendo la faccia cattiva esclamò
< Finalmente ti abbiamo preso brutto bastardo! Sei fortunato che non ti possiamo toccare altrimenti vedresti > e mi mostrò i pugni
Appena mi riebbi dalla sorpresa dissi
< Chi siete? Dove mi trovo? >
< Siamo due scienziati del comitato per la salvezza della Terra e veniamo dal 3025. Ti abbiamo prelevato dalla prigione con il teletrasporto e ora sei a bordo di una temponave in orbita terrestre>
Ero sbalordito, che diavolo stava succedendo?
< Venite dal futuro? Siete due scienziati! Ma siete così giovani! > Dimostravano infatti non più di 20 anni.
< Non siamo così giovani come pensi, siamo sulla sessantina, i nostri sistemi di rigenerazione cellulare nel 3000 funzionano molto bene. Ma ora bando alle chiacchiere e rispondi ora tu alle nostre domande. Hai eseguito da solo questa criminosa impresa del salto temporale o hai avuto dei complici? >
< Ho costruito la macchina del tempo da solo…. ma perché dite che è un’impresa criminosa? >
< Altro che criminosa! non esiste termine spregiativo che possa definire quello che hai fatto. Attila, Hitler, Stalin ecc sono dei monelli in confronto a te >
< Non capisco, io non ho mai fatto del male a nessuno. Con questo viaggio nel 1940 ho cercato di salvare la vita ai 330.000 italiani che sono morti nella seconda guerra mondiale! >
< Ah, non capisci! Sei o non sei uno scienziato? >
< Si che lo sono tanto è vero che sono riuscito a creare un tunnel temporale! >
< Allora sei un mostro, anche lo scienziato più scadente che esista sa che i viaggi nel tempo non si debbono fare. Perché hai fatto una cosa così mostruosa? >
< Non capisco! >
< Bada a te, la mia pazienza ha un limite, perché neghi di sapere che le modifiche del passato destabilizzano la realtà? >
Cominciai a capire, forse negli anni a venire ci sarebbe stata qualche controindicazione alla modifica della storia che io non ero riuscito a prevedere
< Vi giuro che non sapevo di combinare qualche guaio con questo mio viaggio, avevo fatto qualche piccolo esperimento ma non avevo notato nulla di disastroso >
Il mio interlocutore mi guardò con faccia feroce
<Sei fortunato che ti dobbiamo tenere separato da noi dentro questo cilindro se no vedresti > disse mostrandomi i pugni, poi proseguì
<Non riesco a capire se sei uno scienziato deficiente e incosciente o se fai finta di esserlo. Comunque andiamo avanti con le domande. Quanti viaggi nel tempo hai fatto? >
< Questo è il primo >
< Dimmi ora esattamente la data e l’ora di partenza e di arrivo >
< Ho lasciato la mia epoca il 25 giugno del 2030 alle ore 11 e sono arrivato il 9 giugno 1940 sempre alla stessa ora >
L’uomo più flemmatico guardò un monitor e annuì
< Quel che dici corrisponde a quello che dicono i nostri strumenti solo che la precisione delle date calcolate dalle nostre apparecchiature ha una approssimazione di 72 ore, descrivimi ora i tuoi esperimenti >
< I primi viaggi sono stati spontanei. Spostamento di qualche minuto di una matita. Amplificando il campo di forza ho spostato di 20 anni indietro un mio ritratto situato nel campo visivo di una mia vecchia fotografia. >
< Tutti qui i tuoi esperimenti? >
< Si, ero impaziente di fare un viaggio di persona e lo feci senza perdere altro tempo! >
< Quale fatto storico volevi cambiare? >
< Volevo informare Mussolini di non entrare in guerra perché l’avrebbe persa e che avrebbe fatto morire inutilmente 330.000 italiani >
Il mio interlocutore inorridì
< Non ho parole! Cambiare un fatto storico così importante! Hai calcolato le conseguenze? >
< Ho provato a sviluppare le equazioni che descrivono a fondo questo fenomeno ma ho visto subito che erano equazioni insolubili, almeno con la matematica disponibile nella mia epoca. Non rimaneva altro che fare un esperimento pratico. D’altronde la fisica è una scienza sperimentale che progredisce con gli esperimenti >
< Maledetto, che ragionamenti da pazzo. Da noi anche un bambino sa che non si deve alterare il passato e ovviamente anche il futuro. Ma anche nella tua epoca si conoscevano i paradossi delle modifiche al passato, non dirmi per esempio che non conosci il paradosso del nipote che uccide il nonno >
< Certo che conoscevo questo paradosso, però i viaggi nel tempo sono possibili e allora qualcosa deve succedere per eliminare i paradossi. Alcuni dicono che si crea un universo alternativo ma non ho mai creduto a questa ipotesi. Come fa dal nulla crearsi un altro universo? Da dove verrebbe tutta l’energia e la materia necessaria?>
< Ti do io la risposta, si genera un universo alternativo ma limitatamente a tutte le cose e persone che sono coinvolte nel mutamento. Nel nostro caso, chiamiamo Universo 1 quello originario da cui provieni tu e Universo 2 quello modificato dal tuo intervento. Ah a proposito, tu hai interferito sulla seconda guerra mondiale, nell’universo 1 chi ha vinto?>
< Hanno vinto gli alleati : l’ URSS, gli USA e la Gran Bretagna >
< Pazzesco! il tuo intervento ha cambiato radicalmente l’esito della guerra. Nel nostro universo che allora è l’universo 2 hanno vinto la Germania, l’Italia e il Giappone >
< Impossibile> replicai < Mi avete prelevato dall’universo 2 in tempo per non rivelare agli italiani cose utili alla loro vittoria >
< Ti sbagli, maledetto bastardo, tu hai rivelato al duce segreti militari e l’hai aiutato nel costruire la bomba atomica >
< Ma se siete intervenuti voi, non capisco >
< Siamo intervenuti, certo, ma non abbiamo modificato l’universo 2. Il passato non si può cambiare, >
< Accidenti che complicazioni! però non ho ancora capito perché la creazione di universi alternativi sia disastrosa >
< Adesso arriviamo al punto. In realtà con i viaggi nel tempo non si creano dei veri e propri universi ma delle realtà duali, cioè delle grosse increspature nella struttura omogenea dello spaziotempo. Le realtà duali coinvolgono solo le cose e le persone che hanno 2 destini diversi. In pratica gli stessi atomi oscillano continuamente dall’universo 1 all’universo 2 permettendo così l’esistenza di due realtà. Col passare del tempo i due universi tendono a convergere spontaneamente fino a che ridiventano uguali e ritornano a essere uno. Questo però se le differenze tra i due o più universi non sono troppo forti. Esiste un limite di massa a queste differenze, il limite di Yan Lin oltre il quale gli universi non ce la fanno a convergere e così, con il passare del tempo si differenziano sempre più, finché la materia diventa instabile. Si crea una irreversibile lacerazione nel tessuto dello spaziotempo. Gli atomi di tutta la realtà duale si sfaldano e si disintegrano, così le differenze tra i due universi spariscono. L’universo ritorna ad essere uno ma con una grossa cicatrice nello spaziotempo e questa cicatrice riguarderà l’intera Terra >
Il mio interlocutore fece una pausa, guardò uno schermo e proseguì
< Purtroppo il tuo intervento nella storia è stato ben pesante e le conseguenze hanno cambiato il destino di tutti i popoli della Terra. Si è oltrepassato il limite di Yan Lin > poi ritornò a osservare lo schermo e proseguì < adesso ci rimane solo 1 anno 3 mesi e 6 giorni di vita >
Io ero ancora esterrefatto e stentavo a capire una cosa tanto orribile e balbettai
< Cosa…. cosa significa esattamente che vi rimane solo un anno di vita? >
< Significa che fra poco tutta l’umanità e tutte le cose legate ad essa verranno disintegrate. Moriranno 9 miliardi di persone e la Terra diventerà un deserto. Ti rendi conto di quello che hai fatto maledetto assassino? >
Rimasi senza fiato, il cuore mi martellava nel petto come mai in vita mia.
Balbettai
< Terribile…. Pazzesco….. non volevo… non immaginavo. Ma perché non siete intervenuti prima che parlassi con Mussolini? >
non si può fermare questo disastro? >
Il mio interlocutore aggressivo picchiò i pugni sul plexiglass in corrispondenza della mia faccia
< Quanto vorrei che non ci fosse questo plexiglass, darei 10 anni della mia vita per poterti conciare per le feste. Comunque per rispondere alla tua domanda debbo dirti che non è facile fare un salto nel passato lungo mille anni con precisione esatta. La traccia che abbiamo seguito è molto esile e quello che abbiamo eseguito é quanto di meglio potessero fare le nostre apparecchiature >
Insistetti
< Beh, ora che avete visto come è la situazione è sufficiente fare un altro salto indietro di 3 giorni e mi prelevate prima che abbia mostrato al duce il film dello svolgimento della seconda guerra mondiale. Anzi meglio ancora : conviene bloccarmi prima che io abbia fatto il mio salto nel 1940 >
< Ci credi stupidi? Se fosse possibile ci avremmo già pensato noi. Il passato non si può cambiare. Fare un altro salto nel tempo creerebbe un terzo universo dove in teoria si potrebbe porre rimedio a quello che tu hai combinato, però si creerebbero delle complicazioni che anticiperebbero la catastrofe >
Rimasi interdetto, maledizione secondo loro ero la causa della scomparsa del genere umano, 9 miliardi di esseri umani, mormorai
> Ma allora non c’è niente da fare? >
< Per il momento non vediamo soluzioni ma ci stanno lavorando quasi 100.000 scienziati e un milione di computer intelligenti. Cosa credi che sia facile arrestare un fenomeno distruttivo di questa portata? Solo intercettarti per capire la causa dell’instabilità della materia è stata un’impresa titanica. E’ difficilissimo perforare lo spaziotempo. Per farlo bisogna disporre di un’enorme quantità di energia. Per realizzare questa temponave e il tunnel temporale il governo mondiale ha speso un triliardo di crediti. Hai idea di quanti soldi sono? >
< No, anche se suppongo che sia una cifra grandissima > balbettai
< Altro che grandissima, abbiamo dovuto lavorare per 27 anni per accumulare più di mille tonnellate di antimateria. Per farlo abbiamo costruito delle gigantesche stazioni spaziali in prossimità del sole. Solo lì potevamo ricavare energia abbastanza per sintetizzare l’antimateria. Con i soldi spesi avremmo potuto terraformare l’intero pianeta Venere e come sai è un pianeta ben ostico. Ti rendi conto? Pagherai caro questo tuo crimine, ti metteremo nell’inferno >
< Mi spedirete all’inferno? Cioè mi ucciderete? > dissi terrorizzato
< No non ti uccideremo, sarebbe troppo bello per te. Abbiamo una macchina di punizione per i criminali più efferati che si chiama inferno. All’interno di questa macchina il criminale viene tenuto immobilizzato e in buona salute in modo che sia in grado di sopportare le sofferenze senza morire. Poi gli viene iniettata la neurodolorina, una sostanza che stimola tutte le terminazioni nervose del cervello che fanno sentire il dolore. Il criminale sente un dolore acutissimo in tutti gli organi del corpo per tutta la durata della punizione. Ti assicuro che dopo qualche giorno di questo trattamento anche il criminale più incallito non farà mai più del male, neppure a una mosca tanto sarà il terrore di essere di nuovo punito con l’inferno. Nel tuo caso, data la gravità di quello che hai fatto, passerai nell’inferno tutto il tempo che resta alla distruzione dell’umanità e morirai con noi >
Maledizione! Caro diario mi ero cacciato proprio in un guaio così terribile che peggio non era neanche possibile immaginare! Avevo le budella tutte contorte e mi veniva da vomitare.
< Prima della punizione però ci devi dare ancora molte informazioni. Gli scienziati del nostro tempo stanno aspettando una relazione di quello che abbiamo scoperto, non si sa mai forse potrebbe saltare fuori qualche elemento che potrebbe far trovare una soluzione >
< La troveranno di sicuro…> dissi subito diventando speranzoso
<Non è tanto probabile, > riprese l’uomo del 3000 <Ma ora raccontaci minuziosamente tutto quello che hai fatto dal momento che sei giunto nel passato fino a quando ti abbiamo prelevato noi. >
Raccontai così del mio incontro col duce nel salone di Palazzo Venezia e del mio tentativo di convincerlo a non entrare in guerra. Quando arrivai a raccontare che al momento programmato non ritornai indietro nel mio tempo ma rimasi nudo i due scienziati del futuro scoppiarono a ridere
< Cosa c’è da ridere? > chiesi allibito
< Sei una testa di rapa! > rispose uno
< Sei un deficiente > rincarò la dose l’altro
< Fatemi capire, cosa c’è da ridere su questo mio incidente? >
< Ridiamo per non piangere! Ridiamo nel constatare quanto tu sia sprovveduto. Hai fatto un viaggio nel tempo senza saper valutare le conseguenze delle tue azioni. Hai commesso un grave errore nel mangiare tè e biscotti col duce. La regola più importante dei viaggi nel tempo è di osservare il passato senza mai minimamente interferire. La seconda regola è di non mescolare gli atomi del proprio corpo e del proprio equipaggiamento con quelli di altre epoche. Bisogna usare scafandri a tenuta stagna, ed è per questo che ti teniamo dentro in un abitacolo di plexiglass. Tu hai infranto anche questa seconda regola. Mangiando cibi del 1940 e anche respirando l’aria di quel periodo hai mescolato atomi di due epoche diverse e ciò porta a lungo andare ad instabilità. Inoltre hai alterato la tua massa corporea e quindi il tuo computer non ti ha riconosciuto e ti ha lasciato nel 1940 tanto è vero che ha invece riportato indietro i tuoi vestiti e il tuo portatile perché erano rimasti inalterati. Lo capisci adesso? >
I due, terminata questa spiegazione ripresero a ridere poi uno dei due disse
< Chissà che sorpresa per te quando ti sarai trovato improvvisamente nudo. No so cosa pagherei se ci fosse un modo per vedere la tua faccia in quel momento >
Accidenti non ci avevo proprio pensato poi il mio interlocutore mi disse di terminare il mio racconto. Finii di raccontare la mia storia senza più venire interrotto, poi quello che conduceva l’interrogatoria mi disse guardandomi in modo truce
< Ti sei comportato malissimo, la tua situazione si sta aggravando. Maledetto bastardo oltre a far vedere al duce tutto lo svolgimento della guerra hai spifferato a uno scienziato scoperte e nozioni scientifiche posteriori al 1940. Non ti rendevi conto di quanto cambiavi la storia? Non ti rendevi conto che più grande è l’interferenza nel passato tanto più sarebbe stata grande la divaricazione tra gli universi? Non ti rendevi conto che più è grande la differenza tra i due universi e tanto più il tutto diventa instabile? >
Non sapevo cosa rispondere e quello continuava a insistere sul “ non ti rendevi conto che …”
Alla fine farfugliai
< Mi dispiace.., >
< Ah > esplose < Stiamo per crepare per colpa tua assieme a tutto il resto dell’umanità e tu non sai altro che dire “ mi dispiace “ . >
< Ma andiamo avanti con l’interrogatorio, ci devi ancora dire cose importantissime, ci sono ancora molte cose da chiarire, perché quello che ci hai detto non può essere vero, sei un maledetto bugiardo>
< Non è vero, vi ho detto tutta la verità. Su cosa vi avrei mentito? >
< I nostri strumenti confermano che tu provieni dal 2030, come hai affermato, ma ciò è impossibile. Nella tua epoca non esisteva la tecnologia per fare una macchina del tempo. Tanto per cominciare serve una quantità d’energia un milione di volte maggiore di tutta quella consumata in un anno dall’intera Terra della tua epoca. Tu invece ci hai detto che usando semplicemente la corrente domestica… puf.. hai fatto un salto temporale di 90 anni. Lo capisci che è assurdo? Lo capisci che non ci puoi ingannare? siamo degli scienziati e non ci puoi raccontare delle storielle. Qualcuno proveniente dal futuro ti deve aver aiutato, non c’è altra spiegazione, su arrenditi all’evidenza !>
< Non mi ha aiutato nessuno. Non serve molta energia se si amplifica il campo epsilon. Voi invece avete usata la forza bruta e… >
< Fermo, cosa dici? Mai sentito nominare il campo epsilon, te lo sei inventato tu? >
< Si, ho chiamato io così quella specie di campo di forza che viene emesso spontaneamente dalla materia oscura >
< Materia oscura? Stai mentendo, nessuno ne ha mai trovata neanche un atomo, ammesso che sia fatta di atomi. La sostanza oscura non esiste in questa parte dell’universo e quindi nessuno l’ha potuta studiare e a tutt’oggi non se ne sa nulla >
<Io invece ho avuto la fortuna anzi la disgrazia di imbattermi in un meteorite che non aveva nulla in comune con la materia ordinaria per cui ho concluso che si trattasse di materia oscura proveniente da qualche lontana galassia. Il meteorite aveva le dimensioni di una palla da biliardo, l’ho studiato e ho scoperto un campo di forza che opportunamente trattato crea tunnel temporali >
< E’ troppo inverosimile, stai mentendo! >
< Inverosimile? Allora come spiegate che io sia riuscito a fare questo viaggio nel passato con i mezzi inadeguati del 2030? >
< Ti deve aver aiutato qualcuno proveniente dal futuro>
Mi agitai violentemente e non feci tempo a replicare che mi dissero
< Se insisti sulla tua versione dei fatti prova a descrivere con precisione le proprietà di questa sostanza oscura e scrivi le equazioni che descrivono il funzionamento della tua macchina del tempo >
Mi sentii sollevato afferrai la penna ottica che era all’interno del cilindro e cominciai a scrivere sul touch screen tutto quello che avevo scoperto studiando il meteorite. Quando ebbi finito il mio interlocutore, che aveva osservato con estrema attenzione tutte le formule che avevo scritto, mi disse
< A prima vista sembra tutto plausibile, ora invierò un tempomessaggio con una relazione su tutto questo al Comitato, vediamo cosa ne pensano.>
Tu intanto guarda questo libro di storia così poi ci dirai quanto è diverso il mondo alternativo che tu hai creato >
Sul touch screen apparve un menù. I libri elettronici non erano molto cambiati dai miei tempi. Dall’indice degli argomenti sfiorai con un dito la scritta “ La seconda guerra mondiale “
Lessi avidamente tutti gli avvenimenti descritti. Fino a prima del mio intervento tutti i fatti storici erano gli stessi poi iniziarono le differenze. Con grande sgomento vidi che pian piano gli avvenimenti bellici erano cambiati a vantaggio delle potenze dell’asse che con una condotta magistrale condussero la guerra senza commettere nessun errore strategico fino alla loro vittoria finale. Evidentemente il duce aveva fatto tesoro di tutto quello che gli avevo fatto vedere e anche sfruttò tutte le conoscenze scientifiche che avevo rivelato al professor Amaldi.
Quali erano stati i maggiori errori commessi dall’Asse nella seconda guerra mondiale? Primo nel aver sottovalutato il potenziale militare, industriale e anche umano degli USA. Secondo errore Hitler e Mussolini combatterono contemporaneamente troppi nemici. Come potevano sperare di vincere contro le tre superpotenze USA, URSS e Inghilterra che possedevano i ¾ delle risorse industriali e di materie prime? E infatti questi errori nella storia alternativa non furono più fatti. In questo secondo universo, dopo la capitolazione della Francia, Italiani e Tedeschi si concentrarono a combattere la Gran Bretagna in Nordafrica senza attaccare altri stati. Fu anche evitata la battaglia d’Inghilterra con la quale Hitler aveva devastato molte città inglesi senza però piegare la loro volontà di resistenza e invece subendo gravissime perdite di aerei e piloti. Fu occupata l’isola di Malta che all’inizio della guerra non era molto ben difesa, successivamente le navi italiane con l’aiuto dei tedeschi furono dotate di radar e poterono lottare alla pari contro la flotta inglese e poterono trasportare agevolmente molti soldati, rifornimenti e armi in Libia senza subire perdite. In Africa in un primo tempo stettero sulla difensiva. Quando ritennero di essere sufficientemente forti e preparati sferrarono un travolgente offensiva che sconfisse gli Inglesi che erano inferiori di numero e di armamenti. Così in poche settimane avanzarono fino al canale di Suez e gli Inglesi dovettero abbandonare l’Egitto e anche la loro flotta fu costretta a sloggiare dal Mediterraneo che divenne un lago italiano. Sempre grazie alle mie informazioni Italiani e i Tedeschi sapendo che gli inglesi riuscivano a decriptare i loro messaggi in codice della macchina Enigma si comportarono in modo molto astuto. Si facevano decifrare i messaggi poco importanti mentre criptarono con doppi codici i messaggi importanti. La prima decriptazione era fatta per dare false informazioni ai nemici e la seconda conteneva il vero messaggio.
Dopo la conquista dell’Egitto la Germania per un anno non aprì nuovi fronti ma stette sulla difensiva limitandosi solo a qualche azione di disturbo contro l’Inghilterra e sfruttò questa pausa per preparare con meticolosità l’attacco finale.
Man mano che leggevo questa storia alternativa ero sempre più sgomento. Accidenti, il mio viaggio nel tempo aveva sortito un risultato che non volevo : la vittoria della barbarie nazifascista! Continuai a leggere.
I tedeschi perfezionarono i loro armamenti. Fu realizzato l’aereo a reazione che era a buon punto ma che non era mai stato portato a termine per impegnare le risorse in altri settori. Furono inoltre anticipate e perfezionate le V2, i primi veri missili della storia. Tutte le fabbriche belliche furono costruite sottoterra per non renderle vulnerabili ai bombardamenti inglesi. Quando tutto fu pronto la flotta aerea tedesca e le V2 scatenarono una travolgente offensiva che mise a ferro e fuoco la Gran Bretagna. Seguì uno sbarco e l’occupazione dell’Inghilterra. Churchill che era un duro non volle arrendersi e assieme alla casa reale si trasferì in Canada da dove intendeva proseguire la guerra. In Gran Bretagna si formò un nuovo governo, un governo fantoccio che sconfessò Churchill e che si affrettò a chiedere la resa ai tedeschi. Sconfitta l’Inghilterra Hitler non si sentì sazio, anzi i successi ottenuti lo stimolarono a nuove imprese. Invase l’Unione sovietica spalleggiato dai giapponesi che furono persuasi dal duce e da Hitler a lasciar perdere l’America per rivolgere le loro mire a una preda più facile : l’URSS. La Russia stretta nella morsa a ovest dalla Germania e a Est dal Giappone dopo 3 mesi di accaniti e inutili combattimenti dovette capitolare. I Giapponesi si impadronirono di tutta la Siberia e i tedeschi di tutta la Russia europea fino agli Urali. A questo punto la guerra era finita, era il 1942.
Rimasi sbigottito, non era questo l’esito che volevo, non volevo far vincere il nazifascismo. Col mio intervento nella storia avevo combinato un grosso guaio. Rimasi anche sbalordito nel vedere che l’America non era intervenuta. Possibile che lasciasse il mondo in mano ai nazifascisti? Eppure la guerra era finita così, ero arrivato all’ultima pagina e non si menzionava un intervento dell’America. Forse gli Usa erano intervenuti dopo con un’altra guerra. Andai all’indice generale e il mio cuore cessò per un attimo di battere quando lessi : 1945-1946 La prima guerra atomica! Cliccai su quel capitolo del libro di storia. Sulla copertina troneggiava l’immagine di un fungo atomico e sullo sfondo il volto dei protagonisti. Hitler, Mussolini, l’imperatore giapponese Hiro Hito, Churchill e il presidente degli Usa Eisenower. Il corso degli avvenimenti aveva preso una piega che non avrei mai creduto potesse prendere. Accidenti cosa avevo combinato! Il cuore mi batteva così forte che stentai ad andare avanti. Sfogliai le pagine rapidamente leggendo solo i titoli e guardando soprattutto le foto. Successe quel che temevo. Si era scatenata una terribile guerra atomica tra l’America e la Germania e i suoi alleati, compresa l’Italia. E tutto questo era colpa mia.
A questo punto intervenne il temponauta che aveva notato la mia faccia stravolta.
< Hai visto quanti cambiamenti ci sono stati! Scommetto che nel tuo universo non c’è stata una guerra atomica. >
Balbettai
< Si, in effetti… mi dispiace… >
Quello picchiò di nuovo la parete di plexiglass in corrispondenza della mia faccia.
<Come vorrei spaccarti la faccia maledetto bastardo! Cambiare la storia! Come hai potuto fare una cosa così stupida e criminosa ! >
Io non dissi nulla, non sapevo cosa rispondere, mentre quello continuava a picchiare sul plexiglass tanto che temevo che si rompesse. Per fortuna intervenne il suo collega
< Basta, calmati! ho appena ricevuto un tempomessaggio con delle precise istruzioni. Dobbiamo riportare questo bastardo integro nella sua epoca e nel suo universo, portarci via il suo meteorite di materia oscura e ritornare a casa. Il comitato è quasi sicuro che lo studio e il possesso di questo meteorite ci farà comprendere le ultime leggi di natura. Queste nuove conoscenze forse ci faranno trovare un sistema per stabilizzare la materia causata dalla divergenza degli universi e quindi abbiamo, sia pur minime, delle probabilità di salvare la Terra !>
<Evviva! > urlò di gioia il temponauta aggressivo
< Bene, ora mettiamoci al lavoro> rispose semplicemente l’altro, poi rivolto a me disse
< Uomo del 2030, hai una fortuna incredibile! Invece di terminare la tua vita nella macchina inferno tra gli atroci dolori che ti sei meritato, ritornerai come se niente fosse nella tua epoca a riprendere la tua vita normale. Il tuo universo non deve subire modifiche apprezzabili altrimenti sorgerebbero complicazioni. Ma bada a te, se combinerai altri pasticci ti verremo a prendere e questa volta nessuno ti risparmierebbe il castigo che meriti>
Balbettai
< Non dubitate, non farò mai più viaggi nel tempo>
<Bene! ora ti riporteremo nella tua epoca e nel tuo universo>
Mi sentii sollevato al settimo cielo, la mia buona stella non mi aveva abbandonato e mi risparmiava la fine atroce che gli uomini del 3000 mi volevano far fare.
Dissi loro
< Grazie uomini del futuro! ma come si fa a transitare da un universo all’altro? >
Il temponauta meno aggressivo mi rispose
< Sono così contento che questa missione stia avendo successo che mi sento in vena di generosità. Così sprecherò il mio fiato per soddisfare la tua curiosità. Viaggeremo 5 giorni indietro nel tempo fino ad arrivare alla biforcazione che tu hai creato col tuo viaggio. Poi imboccheremo la diramazione che porta all’Universo originario e risaliremo nel tempo per 90 anni in modo da arrivare nel 2030. A questo punto col teletrasporto ti rimetteremo nel punto e nel momento esatto dove avresti dovuto ritornare con la tua macchina del tempo se tu non avessi fatto la sciocchezza di alterare la tua massa corporea. Prenderemo poi il meteorite di antimateria e rifaremo il percorso temporale all’inverso e torneremo a casa nostra. Addio! >
Sentii un leggerissimo ronzio, la temponave si mise in moto e fece quanto mi aveva appena spiegato il temponauta del 3000. Non vidi più nulla all’esterno del plexiglass, l’unica cosa che vedevo era lo schermo posto all’interno del mio involucro pieno di icone, simboli misteriosi e di spie che lampeggiavano tumultuosamente. Il trascorrere del tempo lo vedevo dal vorticoso girare dei numeri rossi posti all’interno di un’icona. Arrivati nel 2030 nello stesso giorno e un’ora dopo la mia partenza la temponave si fermò. Subito dopo fui accecato da un lampo e mi ritrovai steso per terra sul pavimento del salone di Palazzo Venezia. Dei due temponauti e della temponave nessuna traccia. Ero nudo, i miei vestiti, il mio computer e la mia rudimentale macchina del tempo erano sul pavimento a fianco a me. Mancava solo la meteorite. Il salone era silenzioso e vuoto. Per fortuna nessuno era entrato. Trassi un grosso respiro di sollievo. La mia missione era fallita però avevo capito che avevo tentato una impresa impossibile e che fortunatamente ero tornato alla mia epoca indenne Mi rivestii velocemente prima che arrivasse qualcuno e raccolsi tutto. Presi un taxi e mi feci portare a casa. Appena arrivato guardai il libro di storia, lessi velocemente qualche frase qua e là ma mi resi subito conto che la storia non era cambiata di una virgola. Ero stremato per tutto quello che era successo e subito dopo mi gettai nel letto. Mi addormentai subito e dormii per chissà quanto tempo.
Fui svegliato dal trillo del telefono. Maledizione non volevo rispondere, ero ancora così stanco, volevo riprendere a dormire, ma il telefono non si decideva di smettere. Mi decisi ad alzare la cornetta. Era il mio capo. Mi chiese perché non ero andato a lavorare. Accidenti che giorno e che ora era? Ancora intontito guardai sullo schermo del telefono, era lunedì 26 giugno ore 10.15 Oh Dio! Le mie ferie erano finite e avrei dovuto essere al lavoro da più di un’ora. Mi scusai e dissi che sarei andato al più presto, il tempo di farmi una doccia e altri 10 minuti per arrivare all’Istituto. Dopo la doccia mi osservai allo specchio, ero molto dimagrito, pallido per il mese di vita passata al chiuso ma soprattutto si notavano le ecchimosi sulla faccia per tutti cazzotti che avevo preso dalle guardie del duce. Chissà cosa avrebbero commentato i miei colleghi. Al diavolo pensino agli affari loro.
Dopo un’ora mi presentai al mio capo. Come mi vide rimase a bocca aperta dalla sorpresa
< Mio caro Casati, cosa ti è successo? hai la faccia piena di lividi! >
< Sono caduto dalle scale ! >
< Uhm, la solita scusa per non dire la verità, ma a parte questo non hai l’aria di uno che ha appena terminato un mese di vacanza. Sei pallido come un fantasma e sei dimagrito, ma cosa hai fatto in tutto questo tempo? >
Volevo rispondergli che erano affari miei, ma come potevo fare? era il mio capo ed era anche molto permaloso. Decisi di dirgli parzialmente la verità.
< Non sono andato in vacanza, ho avuto l’intuizione di cosa è fatta la materia oscura. Ho quindi impiegato questo mese di tempo a sviluppare questa mia idea che mi ha permesso di elaborare una teoria che unifica le forze fondamentali della fisica e che descrive a fondo la struttura dello spaziotempo >
Il mio capo proruppe in una sonora risata
<Roba da pazzi! io pensavo che avessi trascorso questo mese spassandotela con qualche ragazzotta in qualche bella isola tropicale e ti invidiavo a questo pensiero e invece hai buttato il tuo tempo a inseguire chimere!>
< Aspetti a dirlo, ho veramente elaborato una teoria completa che… >
Il mio capo mi interruppe facendo un’altra risata
< Ah, ah …ma chi credi di essere? Un altro Einstein? anzi di più, perché per fare tutto quello che hai detto servirebbero almeno 2 o 3 Einstein>
Avevo portato con me gli appunti di tutto quello che avevo scoperto studiando la meteorite escluso i calcoli per la macchina del tempo. Gli porsi la cartelletta
< Prima di ridere ancora, guardi qui, ci sono tutti i miei appunti con la descrizione matematica della mia teoria che include appunto la materia oscura >
Il mio capo questa volta non rise, diede un’occhiata ai primi due-tre fogli poi mi disse
<Così per curiosità studierò con attenzione tutto questo malloppo, ci vorrà qualche ora. Intanto tu saluta i tuoi colleghi e rimetti in ordine il tuo ufficio. Alle 17 vieni qui da me e ti dirò quello che penso del tuo lavoro. >
Salutati i colleghi il resto del tempo trascorse con una lentezza esasperante, non vedevo l’ora che arrivasse l’ora dell’appuntamento con il mio capo. Non vedevo l’ora di vedere la sua faccia sbalordita da tutto quello che avevo descritto nella mia relazione. Era tutta roba che mi avrebbe fatto vincere almeno un paio di premi Nobel.
Mezz’ora prima dell’ora prefissata il mio capo mi telefonò e con voce tutta eccitata mi disse di recarmi nel suo ufficio.
Finalmente! Appena mi vide mi disse, agitando la mia cartelletta
<Mi hai proprio stupito Casati, effettivamente qui c’è dinamite, ci metteremo subito al lavoro. Prenderemo il premio Nobel! Domani stesso inizieremo gli esperimenti! >
< Quali esperimenti? >
< Ma come quali esperimenti? Su sveglia Casati, dobbiamo fare esperimenti sulla tua teoria. Sicuramente avrai pensato a degli esperimenti per avvalorare la tua descrizione della materia oscura! >
Mestamente dovetti ammettere
< Non si possono fare verifiche sperimentali, ci vorrebbe qualche campione di sostanza oscura che non abbiamo >
< E’ evidente, ma visto che sei così geniale da aver costruito tutta una teoria così complessa sicuramente avrai pensato a degli esperimenti indiretti che possano dimostrare la validità della tua teoria! >
< Esperimenti indiretti? no, mi dispiace….non saprei proprio… > mormorai
Il mio capo emise un urlo di delusione
< Che pazzo che sono stato, per un momento ti ho creduto un genio e mi sono illuso di dare lustro al nostro Istituto e invece…sei il solito pasticcione. Tutta la tua teoria si basa sulle caratteristiche che dovrebbe avere la sostanza oscura, da cosa hai dedotto tali caratteristiche? >
Non potevo dirgli la verità, mi avrebbe dato del pazzo e così risposi mestamente
< Beh, le ho intuite. Però i valori che ho ipotizzato anche se non sono dimostrabili risolvono tutte le equazioni di Einstein che descrivono lo spaziotempo comprese le 7 dimensioni extra e … >
< Basta! Mio caro Casati, sono passati 400 anni, dai tempi di Galileo e Newton che la fisica è diventata una scienza sperimentale. Ma tu sembra che non l’abbia ancora capito. Senza verifiche sperimentale tutta la tua teoria è un castello di carte, non vale nulla! >
Non volevo arrendermi, io sapevo che la mia teoria era esatta perché la avevo sperimentata con il meteorite di materia oscura. Ma non potevo certo raccontargli tutto quello che mi era capitato. Dissi quindi
< Ma supponiamo per un momento che per un colpo di fortuna io abbia indovinato tutti i valori fisici della sostanza oscura, la teoria rimane vera. >
< Si, ti concedo che ne deriverebbe una teoria vera, però allo stato attuale delle nostre conoscenze, senza un campione di sostanza oscura, la tua teoria anche se esatta non avrebbe nessuna applicazione pratica. Anche dal punto di vista teorico una teoria non dimostrabile non allargherebbe gran che gli orizzonti della scienza. Mi dispiace per te, hai sprecato un mese della tua vita a inseguire chimere >
Cosi dicendo gettò il fascicolo della mia teoria nella macchina distruggi-documenti, e vidi con sgomento tutte le mie fatiche diventare striscioline di carta.
Con aria beffarda mi disse
< Ecco almeno il tuo fascicolo sarà utile come materiale da imballaggio > poi proseguì
< Casati ritorniamo con i piedi per terra, domani inizierai un lavoro di ricerca sulle caratteristiche dielettriche di un nuovo materiale transconduttore, l’arseniuro di germanio. Questo materiale potrebbe migliorare l’efficienza dei transistor di potenza del 30 o anche del 40%, non è una prospettiva esaltante? >
< Oh altroché! > Risposi con finto entusiasmo. Cosi sono ritornato alla mia solita vita e la mia straordinaria avventura nel passato è ora solo un ricordo.
P.S.
Qualche giorno dopo, una sera, passato lo choc di tutta questa avventura pensai di riprendere in mano le mie teorie sulla sostanza oscura. Forse aveva ragione il mio capo, forse si poteva studiare qualche esperimento che dimostrasse in modo indiretto la validità di qualche parte delle leggi scientifiche che avevo scoperto studiando il meteorite. Decisi di dedicarmi a questo compito l’indomani mattina, ora era troppo tardi e l’unica cosa sensata da fare era andare a letto a riposare. Il giorno dopo era sabato e avevo 2 giorni di tempo a disposizione. Dormii poco quella notte, sia perché la mia mente si era già messa al lavoro sia perché si susseguivano violenti temporali con tuoni e fulmini. Un fulmine cadde perfino a ridosso della mia casa senza però che avesse fatto danni, almeno così credevo.
Il mattino dopo mi sedetti davanti al computer per mettermi al lavoro. Il computer non si accendeva, lo aprii e notai un odore di bruciato. Il fulmine aveva danneggiato il computer o almeno, speravo, solo l’alimentatore. Accidenti che guaio! nel computer tenevo tutti i miei dati sui calcoli e le equazioni che avevo elaborato studiando il frammento di materia oscura. Non avevo niente di scritto, l’unica copia con tutti i dati l’avevo data al mio capo che, accidenti a lui, l’aveva distrutta. Smontai l’hard disk e lo collegai al mio vecchio computer che funzionava ancora, rimasi deluso, anche l’hard disk si era danneggiato e tutti i dati erano andati persi.
Cercai di riscrivere le equazioni che avevo elaborato facendo appello alla mia memoria, ma senza i valori numerici che avevo misurato direttamente dal meteorite era una impresa impossibile. Non potevo ricordare i coefficienti delle variabili delle equazioni, erano tutti numeri con sette-otto cifre decimali. Dopo una mattinata di inutili tentativi lasciai perdere.
Col passare del tempo il ricordo della mia esperienza con la sostanza oscura si fa sempre più vago. Perfino la fotografia impossibile si è sbiadita tanto che il mio ritratto è diventato una macchiolina indistinta che non dimostra nulla. Così ogni tanto mi pongo questa domanda “Mi sono inventato tutto o invece è in atto un processo di normalizzazione dell’universo per effetto del lavoro degli scienziati del futuro che stanno salvando la Terra del loro tempo?
FINE
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